Università: no al numero chiuso.

Proponiamo qui di seguito un comunicato stampa avente come argomento una delle questioni principali (e motivo di dibattito) delle università italiane: il numero chiuso. Una realtà positiva per alcuni, con l’obiettivo di arginare iscrizioni esorbitanti di studenti tramite il sistema ‘meritocratico’ delle prove selettive.

Un metodo anticostituzionale secondo una corrente di pensiero alternativa, in quanto è un grosso limite per coloro che scelgono una determinata facoltà universitaria per talento, passione od altre ragioni altrettanto legittime. Il numero chiuso continua a persistere tuttavia in numerosi atenei e difficilmente tale misura sarà soppressa nel prossimo futuro.

Numero chiuso: una misura che va rivista? 

“Dopo le varie dichiarazioni sull’abolizione del numero chiuso, oggi si è tenuta un’audizione presso la Camera dei Deputati le varie proposte di modifica alla Legge Zecchino che regola i vari che criteri che caratterizzano i numeri programmati a livello locale e nazionale.”- dichiara Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link Coordinamento nazionale. “Vogliamo aprire una discussione seria su cosa significa aprire il numero chiuso per noi studenti e per il nostro Paese. Siamo il Paese con numero di laureati tra il più basso in Europa ed un sistema universitario definanziato. E’ evidente come il tema non sia il numero chiuso in sè, ma finanziare reclutamento dei docenti, strutture e spazi per permettere a tutti una didattica dignitosa.”

 

“Inaccettabile l’assenza degli studenti medi per conoscere il nostro punto di vista.”- continua Giulia Biazzo, coordinatrice dell’Unione degli Studenti. “Oggi, viviamo già a partire dalle nostre scuole in uno stato di incertezza su quello che sarà il nostro futuro e sull’impossibilità di scegliere il percorso di studi che vogliamo intraprendere. Già dagli ultimi anni delle scuole superiori, ci si costringe a prepararci con corsi talvolta molto costosi.” continua Giulia Biazzo. “Pensiamo che debba essere abolita qualsiasi modalità di selezione in ingresso all’Università, per garantire a tutti gli studenti di poter scegliere il proprio percorso di studi” conclude la Coordinatrice.

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“Viviamo in un Paese con un tessuto produttivo ed economico vecchio, in cui il mercato del lavoro risulta essere sempre più privo di sbocchi per i neo-laureati, che richiede un numero esiguo di lavoratori iper specializzati e che considera gran parte dei giovani laureati come over-educated, cioè come eccessivamente formati.”- dichiara Giacomo Cossu, coordinatore nazionale della Rete della Conoscenza. “Il Sistema Sanitario Nazionale è al collasso con una penuria di medici: vogliamo ripartire dalla formazione medica, numero chiuso e aumento borse di specializzazione, per far ribaltare la rotta. E’ necessario ripartire da una formazione davvero libera per dare un futuro a questo Paese.”

 

“Crediamo che non si possa parlare di superamento del sistema di selezione attuale a numero chiuso senza risolvere insieme tutti quei problemi che da anni denunciamo” dichiara Niccolò Del Zanna, Portavoce di Chi si cura di te?. “Lo sblocco del turnover nel pubblico, copertura totale delle borse di specializzazione, maggiore integrazione del percorso formativo con i servizi territoriali, senza trovare facili scappatoie in percorsi di formazione paralleli che sviliscono la professione medica e minano la qualità del servizio” conclude Niccolò.


PER INFO: ALESSIO BOTTALICO 338 383 6469

LINK – Coordinamento Universitario