valutazione titoli

Il tanto atteso concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado del 2019 suscita ancora dubbi in merito. Quali i titoli valutabili? Riserva del 10% dei posti: cosa significa? Quali requisiti devono avere gli ITP per accedervi? Quando uscirà il bando? I maestri possono partecipare? (si, potranno. Leggi qui). In quale regione presentare domanda?
I precari abilitati, precari non abilitati, i laureati con 24 CFU, i docenti di ruolo che vogliono conseguire un’altra abilitazione o la specializzazione sostegno, sono tutti in attesa non solo del concorso ma anche del corso per la specializzazione sostegno.
Facciamo luce sui vari quesiti.

Valutazione e valorizzazione titoli

Il D.lgs. 59/2017, art.3, prevede che sarà un decreto del Miur a definire la tabella per la valutazione dei titoli accademici, scientifici e professionali. Tali titoli non potranno costituire oltre il 20% del punteggio complessivo.
Tra i titoli accademici, scientifici e professionali saranno particolarmente valorizzati (in base alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 al decreto legislativo n.59/2017):
• dottorato di ricerca;
• abilitazione specifica;
• superamento concorso ordinario per titoli ed esami nelle specifiche classi di concorso;
• possesso titoli accademici in pedagogia speciale e didattica dell’inclusione.

La riserva del 10% dei posti

I docenti vincitori del concorso che hanno tre anni di servizio negli ultimi otto, di cui un anno nella Cdc richiesta, avranno il 10% dei posti riservati, scavalcando eventualmente altri docenti con maggior punteggio ma senza i tre anni di servizio. Un modo per addolcire la pillola ai docenti con anni di servizio per i quali il Ministro Bussetti non ha inserito, tra le 11 priorità, un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato?
A prescindere dalla riserva, beneficio aggiuntivo, i docenti con tre anni di servizio concorrono comunque per tutti i posti disponibili.

Bando concorsi

Non ci sono ancora date per la pubblicazione dei bandi, ma analizziamo a che punto è l’iter per concorso infanzia e primaria, concorso secondaria e corso specializzazione sostegno.

Concorso infanzia e primaria

A breve dovrebbe essere pubblicato il decreto in quanto è intenzione del Miur svolgere il concorso ordinario per infanzia e primaria in contemporanea al concorso straordinario. Ricordiamo che al concorso straordinario sono stati ammessi solo i docenti con due annualità di servizio nella scuola statale compresi tra l’a.s. 2010-11 e l’a.s. 2017-18.
Il concorso ordinario (10.183 posti) avrà validità biennale. Sarà bandito solo in regioni dove le graduatorie del concorso 2016 sono già esaurite o con pochi aspiranti al ruolo. Le graduatorie del concorso 2016 avevano validità 3+1 dall’anno successivo alla pubblicazione della graduatoria di merito. Esaurito il periodo di validità solo i vincitori conservano il diritto all’assunzione.
Per accedervi è richiesto il diploma magistrale conseguito entro l’a.s.2001-02 o laurea in Scienze della Formazione o analogo titolo estero equipollente. Per i posti sul sostegno è richiesta la specializzazione. Il servizio di insegnamento non è richiesto. Verrà effettuata una prova selettiva solo nel caso in cui le domande siano tre volte superiori al numero dei posti. Seguono prova scritta e orale.
Per la pubblicazione del bando sicuramente si attenderà la nuova decisione che l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato dovrà prendere il 20 febbraio per l’inserimento in GaE dei diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001-02.

Concorso secondaria 

Dei requisiti di accesso abbiamo già trattato in precedente articolo. Non si sa ancora in quale mese del 2019 uscirà il bando.

Specializzazione sostegno

L’avvio del corso dovrebbe veder presto la luce. Sentito il parere del CSPI e con l’approvazione della Legge di Bilancio 2019, il Miur sta lavorando alla versione definitiva della bozza di decreto che citava come requisito di accesso solo l’abilitazione.
I requisiti di accesso per la scuola di infanzia e primaria sono invariati:
• Laurea in Scienze della formazione primaria o
• diploma magistrale e diploma sperimentale ad indirizzo linguistico conseguiti presso gli istituti magistrale entro l’a.s. 2001-02;
• titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia come equipollente.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado:
• abilitazione all’insegnamento nella Cdc richiesta;
• laurea (titolo idoneo per una delle Cdc del grado per cui si partecipa)+ 24 CFU nelle discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.
In discussione se far accedere con la laurea e 36 mesi di servizio (indifferentemente se su posto comune o sostegno) e senza i 24 CFU.
Quest’ultimo requisito potrebbe essere incluso per analogia al concorso ordinario. Attendiamo il decreto definitivo.

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ITP

Anche se vi sono ancora delle criticità da superare, probabilmente il diploma rimarrà come unico requisito di accesso. Fino al 2024-2025, esonero anche dal conseguimento dei 24 CFU.

Iter pubblicazione bando

Quando avverrà la pubblicazione dei bandi?
Siccome il concorso prevede la procedura sia per i posti comuni che per il sostegno, si aspetterà per quest’ultimo il termine dei corsi di specializzazione sostegno ancora da avviare? Se così fosse i tempi si allungherebbero a meno che non si preveda una riserva sul titolo di accesso oppure differente tempistica per posto comune e sostegno.
Al di là di questi dubbi, l’iter inizierà con la pubblicazione della bozza del Decreto Miur con programmi, indicazioni sullo svolgimento delle prove, punteggi e criteri di valutazione, tabella titoli e criteri nomina commissioni.
La bozza sarà sottoposto al parere del Consiglio Superiore Pubblica Istruzione (CSPI), che avrà 45 giorni  per esaminare il testo e formulare eventuali osservazioni che non saranno prescrittive per il Miur.
Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal MEF, il bando di concorso sarà emanato e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Quindi tempi lunghi. Il Ministro Bussetti ha assicurato che il concorso ci sarà nel 2019, ma quando?

In quale regione presentare domanda

La domanda di partecipazione va presentata per una sola regione, dove si concorre per un massimo di quattro procedure.
Superate tutte le prove, viene stilata una graduatoria basata sui punteggi delle prove e della valutazione dei titoli. Il numero di candidati in graduatoria sarà pari a quello dei posti banditi. I vincitori, in ordine di punteggio e secondo i posti disponibili, scelgono una scuola della regione dove hanno concorso, tra quelle che presentano posti vacanti e disponibili e a cui essere assegnati per svolgere il percorso di formazione iniziale e prova. Il vincitore di concorso rimane nella medesima scuola della regione scelta per il concorso scuola secondaria 2019 per cinque anni.
Pertanto nella domanda non si deve indicare la regione di provenienza ma quella in cui si intende concorrere.
Intenzione del Ministero è bandire il concorso dove, nei due anni di validità del concorso, ci saranno posti liberi.
Pertanto a priori non è possibile conoscere in quale regione sarà bandito il concorso per la propria classe di concorso.
La scelta della regione potrebbe essere condizionata oltre che dalla possibilità del ruolo, anche del conseguimento dell’abilitazione che spetterà comunque a tutti coloro che avranno superato tutte le prove.
Concludendo, in quale regione scegliere di partecipare sarà determinante.