permesso docenti

Di quali permessi può usufruire il personale docente? Per i permessi dei docenti continua ad applicarsi il comma 2 dell’art. 15, CCNL 2006-2009, rimasto in vigore con il nuovo CCNL scuola 2016-208. I giorni di permesso sono un diritto sancito dal contratto.
Distinguiamo ora tra permessi spettanti ai docenti di ruolo e ai docenti precari.

Docenti di ruolo

Nel corso di ciascun anno scolastico il personale della scuola assunto a tempo indeterminato ha diritto ai seguenti permessi retribuiti:
• partecipazione a concorsi o esami: otto giorni, compresi i giorni di viaggio;
• lutto per: perdita coniuge, parenti entro il secondo grado (Parenti di primo grado: genitori e figli – Parenti di secondo grado: nonni, fratelli e nipoti ) e affini di primo grado: suoceri, nuore e generi, soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile. Sono concessi tre giorni anche non consecutivi a lutto.
tre giorni per motivi personali o familiari, esauriti i quali il dipendente può utilizzare sei giorni di ferie (con stesse modalità) durante le attività didattiche, senza vincoli di spesa per l’Amministrazione; le motivazioni vanno sempre documentate, anche con autocertificazione;
• quindici giorni consecutivi per matrimonio, fruibili da una settimana prima a due mesi dopo l’evento.
I giorni di permessi sono retribuiti totalmente ad esclusione di compensi per le attività extra o di indennità.
Sono concessi anche permessi brevi fino alla metà dell’orario di servizio giornaliero (massimo 2 ore) che dovranno essere recuperati entro i due mesi successivi. Il tetto massimo annuale  è 18, 24, 25 ore (a seconda del monte orario).

Docenti precari

I docenti precari hanno diritto ai seguenti permessi retribuiti:
tre giorni di permesso per lutto coniuge, convivente, familiari o affini di primo grado;
quindici giorni di licenza matrimoniale entro la scadenza della nomina;
tre giorni mensili, anche consecutivi, per assistere parenti o affini di primo grado (di secondo grado solo in situazioni particolari) con handicap (legge 104).
I docenti precari hanno inoltre diritto a sei giorni non retribuiti per motivi personali o familiari, documentati anche tramite autocertificazione, e a otto giorni per partecipare ad esami o concorsi.
Anche i docenti precari possono usufruire dei permessi brevi come per i colleghi a tempo indeterminato.

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Come richiedere i permessi

I permessi sono richiesti tramite domanda al dirigente scolastico. Il dirigente scolastico non può negare la richiesta.
Alcuni docenti segnalano però difficoltà a fruire dei sei giorni di ferie per motivi personali e familiari, in aggiunta ai tre giorni di permesso. Da giugno 2018, il SIDI è stato adeguato con la possibilità di inserire nel codice PE03 (assenze per motivi personali o familiari) anche i sei giorni di ferie pertanto le segreteria non avranno problemi ad inserirli a sistema. Pertanto non deve essere messo in discussione il diritto del docente in presenza di documentati, anche mediante autocertificazione, motivi personali o familiari ad utilizzarli. Considerato che nel CCNL non è prevista valutazione o discrezionalità del DS sulle motivazioni (non vi è uno specifico elenco di quali debbano essere) e molte sentenze del tribunale e l’Aran hanno decretato che non vi è discrezionalità del DS, la validità del permesso non spetta al dirigente che deve solo limitarsi a un formale controllo.
È anche utile conoscere che la nota ARAN del 2014 specifica inoltre che se i sei giorni di ferie sono richiesti come “motivi personali e familiari”  producendo la documentazione necessaria, tali giorni non solo devono essere attribuiti, ma il docente non deve verificare che per la sua sostituzione ” non vi siano oneri aggiuntivi anche per l’eventuale compenso per ore eccedenti”.

Permessi per diritto allo studio

Sia i docenti assunti a tempo indeterminato che i precari hanno diritto a 150 giorni di permesso per anno solare per diritto allo studio.
Il permesso può essere richiesto per partecipare a:
• corsi per conseguire titoli di studio di primo e secondo grado, diploma di laurea o titolo equipollente;
• corsi per conseguire titolo di studio professionale, attestati professionali riconosciuti nell’ambito dell’ordinamento pubblico (compresi i corsi di abilitazione e di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno, corsi di riconversione professionale);
•  corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio post-universitario.
Nel caso di orario parziale o part time i permessi sono concessi in proporzione alla durata dell’incarico e delle ore di servizio.