Quota 100 e liquidazioni: penalizzazioni per il personale della scuola?
Quota 100 e liquidazioni: penalizzazioni per il personale della scuola?

La FLC CGIL attacca il Governo sul decreto riguardante le pensioni con Quota 100. Il rinvio del Decreto su ‘Quota 100’ e l’esclusione dei sindacati da qualsiasi confronto di merito, rischia di portare “soluzioni pasticciate”, secondo il sindacato. Francesco Sinopoli ha commentato la situazione dicendo: “Come trapela da fonti di stampa e da dichiarazioni di ministri e sottosegretari, il provvedimento presenta una inaccettabile e ingiustificata differenziazione tra i lavoratori pubblici e il resto del mondo del lavoro.”

Il nocciolo del problema su Quota 100

Pare che la finestra di uscita con Quota 100 per i lavoratori pubblici, rispetto alla data di maturazione del requisito, venga spostata avanti di sei mesi contro i tre degli altri lavoratori. Quindi, per il personale della scuola, se ci saranno altri rinvii, si corre il rischio che migliaia di lavoratori siano penalizzati dalla tempistica ristretta e delle esigenze del calendario scolastico. “Per un assurdo tentennamento, il governo rischia un pasticcio con una penalizzazione del personale della scuola che sarebbe inaccettabile e contro la quale ci mobiliteremo”, spiega Sinopoli.

Il guaio del TFR

Anche la ‘vessazione’ legata all’erogazione del TFR/TFS per i dipendenti pubblici è una questione non indifferente. Per poterlo anticipare pare che si debba ricorrere ad un prestito bancario, con interessi solo parzialmente a carico dello Stato. Per avere i propri soldi, un diritto maturato in decenni di lavoro, bisognerà pagare. “Se a ciò aggiungiamo gli interventi regressivi in legge di bilancio, insufficienti per i settori dell’istruzione e della conoscenza, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni che sarebbe dovuto scattare all’inizio di quest’anno e l’assenza di risorse sufficienti per i rinnovi dei contratti pubblici, risulta chiara l’assoluta disattenzione del governo a guida M5S-Lega rispetto al mondo del lavoro, dei lavoratori nel settore della formazione e dei pensionati.”