Non ci sarà, in questo 2019, la tanto attesa legge per avviare la soppressione delle classi pollaio. Attualmente, il disegno di legge Azzolina sta seguendo il suo iter in Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Alla base dei motivi che causeranno lo slittamento della norma ci sono le scarse coperture finanziarie per quest’anno. Lo ha annunciato la deputata Cinquestelle, nonché relatrice del provvedimento, Vittoria Casa.

Classi pollaio, mancano le risorse: slitta tutto al 2020

Dinanzi alla Commissione Cultura, l’On. Casa ha voluto sottolineare come “gli oneri finanziari necessari ad attivare le misure previste dal ddl Azzolina in materia di classi pollaio saranno spostati sull’anno finanziario 2020, in modo da evitare impatto sul bilancio dell’anno corrente”.

Le cifre necessarie a coprire il provvedimento erano le seguenti:

  • 338,5 milioni di euro nel 2019
  • 1 miliardo e 180 milioni di euro nel 2020
  • 1 miliardo e 715 milioni di euro nel 2021
  • 2 miliardi e 130 milioni di euro nel 2022

Disegno di legge Azzolina sulle classi pollaio: cosa prevede?

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Il testo del ddl prevedeva che già a partire dal settembre 2019 ci sarebbe stato il via per ridurre il rapporto docenti / alunni. La proposta non fa alcuna distinzione tra i diversi ordini e i gradi di istruzione per la formazione delle classi. La norma prevede il divieto di superare i 22 alunni per tutte le classi iniziali (ivi incluse le sezioni della scuola dell’infanzia).

Con riferimento alle classi con alunni disabili, comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, esse dovranno essere costituite da un numero massimo di alunni non eccedente i 20.