Il concorso straordinario docenti della scuola primaria e dell’infanzia, analogamente a quanto già avvenuto con quello riservato ai docenti abilitati della scuola secondaria, approderà al vaglio della Consulta. La notizia del ricorso intentato da alcuni laureati in Scienze della Formazione Primaria del nuovo ordinamento aveva già fatto il giro nei diversi gruppi fb. “E’ incostituzionale”, afferma a Repubblica uno dei proponenti l’azione impugnativa del concorso.

Com’è ormai triste consuetudine della stampa nazionale, quando si tratta di squalificare autentici professionisti della scuola quali sono i diplomati magistrali, in riferimento al provvedimento che supera gli effetti della plenaria, si parla di concorso-sanatoria. Lo stesso termine fu usato ai tempi del PAS, percorso abilitante speciale riservato ai docenti della secondaria con almeno 36 mesi di servizio su materia. Poco rileva ricordare, ai fini della comprensione della problematica del precariato dei docenti, che a breve verrà emanato il bando del concorso ordinario al quale potranno partecipare coloro che tra pochi giorni impugneranno il concorso straordinario.

Per avere il pronunciamento dei giudici della Suprema Corte occorrerà attendere almeno 18 mesi, tale è il periodo di tempo medio che intercorre in casi del genere. Agli occhi di un lettore attento non sfuggirà la circostanza che per quell’epoca la maggioranza dei concorrenti sarà inserita nelle graduatorie di merito regionali ad esaurimento, quelli che agli occhi dei laureati in Scienze della Formazione Primaria del nuovo ordinamento sono responsabili della sottrazione di cattedre per appena il 25%.

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Circa il presunto requisito di incostituzionalità in seno al concorso straordinario, per la precisione della sua totale assenza, ne avevamo già parlato in passato. Repubblica riporta il virgolettato di uno dei ricorrenti: “Non vogliamo una guerra tra poveri, né acuire i conflitti, già esistenti, tra diverse categorie di precari della scuola, ma intendiamo riaffermare la centralità della preparazione degli insegnanti e della qualità dell’insegnamento“. Eppure il bando parla chiaro: 2 anni di servizio negli ultimi 8. Che il ricorso sia soltanto un enorme spot pubblicitario?