Scuola, assunzioni docenti 2019/20 ultime notizie: 'Si riaprano le Gae' per evitare supplenze record

Le dichiarazioni dell’onorevole Luigi Gallo, presidente della VII Commissione della Camera, in merito ai pensionamenti con Quota 100, hanno acceso il dibattito politico. Il deputato del Movimento Cinque Stelle parla di 50mila possibili pensionamenti tra docenti e personale Ata e auspica la possibilità di numerosi rientri, per tutti coloro che presenteranno la domanda di mobilità.

Il sindacato Anief, a questo proposito, ha voluto lanciare un appello al Governo affinché vengano riaperte le graduatorie ad esaurimento, al fine di scongiurare situazioni drammatiche per l’inizio del prossimo anno scolastico.

Dopo Quota 100, 150mila posti vacanti e disponibili

Anief ha stimato in 150 mila i posti vacanti e disponibili dopo l’operazione relativa a quota 100: si ritiene assolutamente necessaria l’apertura straordinaria delle Gae in attesa dei nuovi concorsi che dovranno essere banditi. Il presidente del giovane sindacato, Marcello Pacifico, a questo proposito, ha sottolineato come ‘Mai come stavolta, gli eventi rischiano di travolgere la scuola. A settembre si inizierà con un docente ogni cinque da nominare, tantissimi alunni di sostegno senza il loro insegnante e un caos organizzativo-didattico senza precedenti. Bisogna utilizzare appieno il vecchio doppio canale di reclutamento e abilitare il personale con 36 mesi di servizio.’

‘Si riaprano le Gae’

In base ai nostri conteggi, che reputiamo attendibili perché realizzati su numeri ufficiali e pubblici – prosegue Pacifico – in estate ci potremmo ritrovare con più di 150 mila posti vacanti e disponibili. È una cifra altissima, che difficilmente il Ministero dell’Istruzione riuscirà a collocare sotto le 100 mila unità. L’esperienza del 2018, poi, ci dice che oltre la metà delle assunzioni a tempo indeterminato non si sono realizzate, non certo per mancanza di candidati: la realtà è che decine di migliaia di docenti abilitati e specializzati, su disciplina e su sostegno, sono rimasti nelle graduatorie d’istituto, invece di essere inserite nelle GaE, dove vi sono sempre più graduatorie vuote, con buona pace della direttiva dell’Unione Europea’.