Ci scrive una docente chiedendoci, in vista delle prossime elezioni europee che si svolgeranno a maggio, se esiste una normativa che regoli il diritto al riposo compensativo per chi partecipa alle operazioni di voto. A dire la verità si tratta di un quesito ricorrente che ci proviene dai nostri lettori. In diversi ci hanno segnalato che in molte scuole, le informazioni rilasciate sono molto discordanti tra di loro.

Diritto a 2 giorni

A beneficio di tutto il personale scolastico facente funzioni di dsga, ricordiamo che la partecipazione alle operazioni di seggio elettorale prevede la fruizione, successiva alla funzione di scrutatore, segretario e/o presidente di Seggio, di riposo compensativo. Questi può essere immediatamente successivo all’ultimo giorno di presenza al seggio in questione. In alternativa, può essere fruito in tempi successivi, a semplice richiesta del lavoratore ed in accordo con il Dirigente. Consta di giorni 1 per dipendenti con settimana lavorativa su 6 giorni, mentre giorni 2 sono dovuti al dipendente con settimana lavorativa su giorni 5.

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La normativa

La normativa di riferimento è l’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla Legge n. 53/90, e dell’art. 1 della Legge 29.1.1992, n. 69. I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al comma 1 sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa. Nel caso in cui qualche docente non dovesse usufruire di questi giorni di riposo compensativo questi potrà chiedere, come previsto dalla legge 69/1992, una retribuzione.

Mancata concessione

Sul punto si richiama la sentenza n. 452 del 1991 della Corte Costituzionale, la quale ritiene che non concedere i giorni di riposo ai lavoratori che partecipano alle operazioni di seggio significherebbe ledere una garanzia costituzionale, oltre che violare il principio della parità di trattamento rispetto ad altri lavoratori che fruiscono di quest’ultimo in giorno diverso dalla domenica.

La normativa sul riposo_elettorale