Bussetti e le sue scuse: "I fatti parlano da soli"

L’infelice frase pronunciata dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ad Afragola in Campania, ha ormai fatto il giro del web e di tutti i media. Immediato è stato il polverone che ne è scaturito. E l’ex provveditore, a poche ore di distanza dalle malcapitate parole, ha provato a scusarsi e a chiarire quanto detto.

Le reazioni

“Non più fondi ma più impegno e più lavoro”. Queste sono state le ormai famose parole pronunciate dal Ministro Bussetti parlando delle scuole del Sud. Questa frase ha suscitato le reazioni di molti sindacati, dell’Associazione Nazionale Presidi, e anche dell’opposizione al Governo. In particolare il Pd ha parlato di “affermazione razzista”. E molto rigida è anche stata la reazione del Vice Premier Di Maio che, senza mezzi termini, definito “fesseria” quanto detto da Bussetti sulla scuola, e lo ha fermamente invitato a scusarsi.

La risposta di Bussetti

Con un lungo post su Facebook il Ministro dell’Istruzione ha provato a difendersi, o forse a scusarsi. Ha esordito innanzitutto sottolineando quanto il video, diventato ormai virale sul web, fosse “decontestualizzato”, estrapolando una frase facendola apparire “un attacco”. “Faceva parte di un discorso più ampio”, replica Bussetti. E definisce ridicolo solo pensare che lui potesse guardare con disprezzo al Sud.

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Ha sottolineato come da giugno stia girando l’Italia, compreso il Sud. E ha aggiunto di essere a conoscenza dei sacrifici di migliaia di insegnanti spostatisi al Nord, a moltissimi chilometri di distanza dalle proprie case e famiglie. “Conosco le realtà di eccellenza che sono al Sud, nella Scuola come nelle Università e nella Ricerca”, ha poi rimarcato il Ministro.

La questione delle risorse e dell’impegno

Tutta la querelle ruota intorno a quello che è sembrato essere un voler sminuire l’importanza e l’utilità dei fondi nelle scuole del Sud, come se a mancare fosse solo l’impegno. E, in risposta a ciò, Bussetti ha scritto:Al Sud servono fondi. Come ovunque. Ma so che da soli non bastano. Occorre anche credere in sè stessi, lottare, rimboccarsi le maniche. Bisogna saper utilizzare meglio le risorse economiche. Sono le persone a fare la differenza. Cosí ha dunque cercato di chiarire il significato di quanto detto poche ore prima. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il Ministro dell’Istruzione, ha anche voluto spiegare come le sue parole travisate avessero lo scopo solo di evitare di parlare solo di risorse.

“Il Sud al centro della mia azione”

A sua discolpa Bussetti, oltre ad aver reso noto al Corriere, di avere un entourage meridionale (dal capogabinetto calabrese al capo segreteria e capo dell’ufficio legislativo napoletani), sempre nel post su Facebook, ha voluto elencare gli interventi da lui messi in atto al Sud. “Sono intervenuto personalmente nell’Ic “Giovanni Falcone” di Palermo, quartiere Zen, attivando un indirizzo di scuola superiore. (…) In Sicilia abbiamo attivato un progetto di potenziamento dell’offerta formativa pomeridiana in tutte le province per combattere la dispersione scolastica. (…) Sono il ministro che ha finanziato la Scuola Superiore di Napoli. (…) Ho messo 2000 cattedre per aumentare il tempo pieno che è carente soprattutto nell’Italia meridionale. Stiamo facendo ripartire le assunzioni negli atenei, con benefici anche in quelli del Sud. A dicembre ho autorizzato la spesa di risorse per creare ambienti digitali in scuole che si trovano in ambienti complessi, molte delle quali al Sud.” “Interventi importanti e di spessore” come Bussetti stesso definisce.

Ha infine concluso il post rimarcando il suo non disprezzo nei confronti del Sud, perché “i fatti parlano da soli”.