La rubrica odierna si occuperà del ricorso scuola innanzi al giudice del lavoro con procedura urgente (nelle forme del ‘700’) e domanda cautelare. Si tratta di un’azione giudiziaria mirata a contrastare gli effetti di provvedimenti immediatamente lesivi del diritto dei docenti.

Con il ricorso urgente al giudice del lavoro si vuole ottenere un esito giudiziario in tempi brevi, mediante il rilascio di una domanda cautelare, allo scopo di evitare le conseguenze negative che spesso si manifestano per l’eccessiva lentezza del giudizio ordinario.

Per fare un esempio, prendiamo il caso di un docente che voglia partecipare ad una procedura concorsuale a lui preclusa dal bando per la mancanza dei requisiti necessari. È questo il caso dei docenti AFAM, ITP, dottori di ricerca ecc.

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Attraverso il ricorso d’urgenza è possibile chiedere al giudice del lavoro la concessione di una misura cautelare, anticipatoria degli effetti dell’eventuale di merito. Ad esempio, l’immediato inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.

Occorrerà provare in giudizio la verosimile è probabile fondatezza del ricorso, quello che in gergo viene definito ‘fumus boni iuris’. Va lamentato altresì il rischio (periculum in mora) il passare del tempo possa pregiudicare il diritto richiesto in modo imminente ed irreparabile.

Ad esempio si potrà considerare la circostanza che il decorso del tempo non consentirà più l’inserimento in una determinata graduatoria o elenco aggiuntivo. Ciò determinerebbe di fatto la definitiva impossibilità del docente di ottenere chance lavorative.

È in questo contesto che si inserisce la domanda cautelare rivolta al giudice. Se questi riconoscesse valide le ragioni portare in giudizio, decidendo di concederla, i suoi effetti sarebbero immediatamente validi ed esecutivi, mettendo al riparo ricorrente dal cosiddetto danno irreparabile determinato dall’impossibilità di partecipare alla procedura concorsuale di cui in oggetto.