TFA sostegno, elenchi ammessi a prova scritta
TFA Sostegno 2019

La prova di accesso al TFA sostegno 2019 è predisposta da ciascuna Università e si articola in 1 test preliminare, 1 o più prove scritte, ovvero pratiche e 1 prova orale. E’ volta a verificare, oltre alla capacità di argomentazione e al correttouso della lingua, il possesso, da parte del candidato di competenze:

  • didattiche diversificate in funzione del grado di scuola;
  • su empatia e intelligenza emotiva;
  • su creatività e pensiero divergente;
  • organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche.

TFA Sostegno: test preliminare e prove scritte e orale

Il test preliminare del TFA Sostegno si svolge contestualmente in tutti gli atenei in una data indicata dal MIUR ed è costituito da 60 quesiti formulati con 5 opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne deve individuare una soltanto. Almeno 20 quesiti sono destinati alla verifica delle competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 punti. Il test ha la durata di due ore. Le singole Università possono prevedere una tassa di iscrizione alla prova preselettiva.

Ammissione alla prova (prove) scritto/pratiche: È ammesso alla prova scritta (o alle prove scritto/pratiche), un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede (i posti disponibili per ogni Ateneo ed ordine di scuola sono definiti da un Decreto ministeriale). Sono ammessi anche tutti i candidati che abbiano conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo candidato ammesso.

La prova (prove) scritto/pratiche: L’articolazione delle prove scritto/pratiche è stabilita dalle Università. La loro valutazione è espressa in trentesimi. Le prove vertono su una o più delle tematiche previste e non prevedono domande a risposta chiusa.

Ammissione alla prova orale: Per essere ammesso alla prova orale il candidato deve conseguire, nella prova scritto/pratica una votazione non inferiore a 21/30. Nel caso di più prove, lavalutazione è ottenuta dalla media aritmetica della valutazione ottenuta nelle singole prove, ciascuna delle quali deve essere comunque superata con una votazione non inferiore a 21/30.

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La prova orale: La prova orale è valutata in trentesimi ed è superata se il candidato riporta una votazione non inferiore a 21/30.

Titoli, graduatoria e accesso al corso

Il bando delle prove di accesso, predisposto dalle Università, individua, ai fini della compilazione della graduatoria finale, le tipologie dei titoli culturali e professionali valutabili e il punteggio ad essi attribuibile, che comunque non può essere superiore complessivamente a 10 punti.

La graduatoria finale è costituita dai candidati che hanno superato tutte le prove. Il punteggio (in 100-mi) è dato dalle votazioni riportate nelle 3 prove + il punteggio dei titoli. A parità di punteggio prevale il candidato che ha maggiore anzianità di servizio per l’insegnamento sul sostegno. In caso di ulteriore parità, o nel caso di candidati che non hanno svolto tale servizio, prevale il candidato più giovane (età).

Ammissione al corso: È ammesso al corso un numero di candidati pari ai posti disponibili. Sono possibili scorrimenti in caso di rinuncia. Nel caso in cui la graduatoria risulti composta da un numero di candidati inferiore al numero di posti messi a bando, si può procedere ad integrarla con soggetti, collocati in posizione non utile nelle graduatorie di merito di altri atenei, che ne facciano specifica richiesta, a loro volta graduati e ammessi dagli atenei sino ad esaurimento dei posti disponibili. A tal fine, preso atto che la valutazione dei titoli è demandata alle autonome scelte delle sedi, gli atenei provvedono a rivalutare i titoli in conformità ai propri bandi.

Ammissione in soprannumero (senza prova di accesso): Sono ammessi in soprannumero i docenti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione:

  • hanno sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si sono iscritti al percorso;
  • sono risultati vincitori di più procedure e hanno esercitato le relative opzioni;
  • sono risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile.

(Fonte: FLC CGIL)