Quest’oggi, 20 febbraio 2019, il Consiglio di Stato si riunirà nuovamente in adunanza plenaria per decidere sull’inserimento in Gae dei diplomati magistrali. I giudici di Palazzo Spada sono stati nuovamente chiamati a pronunciarsi su impulso degli avvocati che hanno patrocinato i ricorsi. La sentenza emessa lo scorso 20 dicembre aveva confermato la natura abilitante del titolo, escludendo che questi fosse elemento sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento. Il diploma da solo la possibilità di partecipare al concorso.

Estensione a tutti dell’erga omnes

Al di là dell’amarezza per l’esito di quella prima plenaria, nonostante le sette sentenze favorevoli del Consiglio di Stato passate in giudicato, i legali di parte non hanno mancato di mettere in rilievo la contraddizione che scaturiva dalla decisione erga omnes applicata soltanto su 6000 ricorrenti. Stiamo parlando della nullità del decreto ministeriale 235/2014 che, secondo un criterio di equità e di giustizia, avrebbe dovuto essere estesa a tutti i diplomati magistrali. Su questo e su altri punti si basa la richiesta degli avvocati di riesaminare la questione.

Tempistica

Tuttavia l’esito non sarà subito reso noto. Memori dell’esperienza precedente, quando dal 15 novembre (giorno di quella seduta) e il 20 dicembre trascorse più di un mese conoscere le decisioni del consesso. I tempi medi si aggirano tra i 30 e i 40 giorni e in questo intervallo di tempo si esprimerà anche la Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla questione dell’eccesso di potere esercitato dalla giustizia amministrativa.

Scenari possibili

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Sono sicuramente due le possibilità, premettendo che nel frattempo il concorso straordinario proseguirà il suo iter. Qualora il Consiglio di Stato dovesse confermare il precedente orientamento si assisterà ad un’ondata di depennamenti dalle Gae. Saranno comunque salvi coloro che avranno già ottenuto una sentenza di merito positiva. Nel caso opposto il Miur si troverà invece di fronte ad una platea molto ampia di aspiranti in attesa di essere inseriti.