Scuola, Bussetti e l'inchiesta de l'Espresso: la 'patata bollente' passa nelle mani del premier Conte
Scuola, Bussetti e l'inchiesta de l'Espresso: la 'patata bollente' passa nelle mani del premier Conte

Vi abbiamo parlato, la scorsa settimana, dell’inchiesta condotta dal settimanale L’Espresso sulle spese sostenute nei primi sei mesi di mandato dal ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, e sugli incarichi ministeriali affidati a persone legate alla sua sfera di conoscenze, sia personali che di partito.

Bussetti e l’inchiesta de L’Espresso: interrogazione parlamentare al premier Conte

Un’inchiesta che ha sollevato non poche polemiche, gettando ulteriore benzina sul fuoco dopo l”incendio’ divampato con le dichiarazioni del ministro sul gap tra scuole del nord e scuole del sud.

A questo proposito, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha sottoposto al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, un’interrogazione parlamentare proprio in merito all’inchiesta dell’Espresso.
‘Cosa intende fare Palazzo Chigi – domanda Fratoianni – dopo l’inchiesta del settimanale L’Espresso che evidenzia come l’attuale ministro dell’istruzione Bussetti abbia affidato molteplici incarichi ministeriali a tante vecchie conoscenze personali e di partito, arrivando così a ben 13 collaborazioni esterne, per una spesa totale di oltre mezzo milione di euro annui?’

Chiesto un intervento del premier

‘Questo comportamento confligge con un governo che, almeno a parole, ha sempre sostenuto di voler assumere un atteggiamento sobrio e oculato nelle spese. Inoltre – si legge nell’interrogazione parlamentare – la riorganizzazione della struttura amministrativa in corso al Miur secondo la stessa inchiesta, porterebbe alla creazione di nuove direzioni generali che con tutta probabilità verranno assegnate a persone di fiducia dello stesso Ministro, con il rischio, che possano essere ignorati i criteri legati al merito e alle competenze necessarie a svolgere incarichi dirigenziali all’interno del Ministero. Vogliamo sapere dal premier – conclude l’interrogazione – se non ritenga necessario, dopo questa ennesima vicenda che coinvolge il responsabile del dicastero di Viale Trastevere, intervenire in modo deciso e netto per un superamento di questa esperienza’.

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