TFA sostegno, elenchi ammessi a prova scritta 2019

All’indomani della pubblicazione del decreto ministeriale del IV ciclo del TFA sostegno, non è sfuggita agli osservatori la questione della ripartizione dei posti nei vari atenei. Una pioggia di critiche si è abbattuta sul ministero per la scelta della consistenza numerica dei contingenti dei posti assegnati alle singole regioni.

Sui motivi che hanno prodotto lo sbilanciamento dei posti, rispetto alle reali esigenze territoriali, prova a far luce un articolo pubblicato questa mattina da Italia Oggi.

Chi decide il numero dei posti

Un primo indizio su chi potrebbe esserci dietro questa suddivisione viene offerto dalle due giornaliste di Italia Oggi, Emanuela Micucci e Alessandra Ricciardi, nel passaggio in cui, in riferimento alla programmazione triennale dei corsi, utilizzano la formula dubitativa per la quale potrebbe esserci una regia dell’offerta universitaria. Il dubbio appare ancora più lecito approfondendo la lettura dell’articolo fino alle spiegazioni offerte da fonti ministeriali.

La spiegazione del ministero

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La ripartizione dei posti, precisano dal Miur, non segue il criterio del fabbisogno territoriale, ma l’«offerta formativa potenziale» delle università. Università che decidono in virtù della loro autonomia. In un bilanciamento di interessi che tiene conto della disponibilità di strutture e docenti ma anche della convenienza dell’investimento rispetto ad altre attività didattiche. Così, tabelle del Miur alla mano, la maggior parte dei posti, il 48%, pari 6.558 docenti, è stata autorizzata al Sud, dove le graduatorie di docenti sono ancora molto piene, rispetto al Nord, dove gli insegnati di Sostegno mancano e vengono selezionati di più attingendo dalle liste curricolari.

Fonte: Italia oggi