Le scuole potenziali tombe
E' confermata l'insicurezza degli edifici pubblici. Tombe potenziali per milioni di utenti

 

Le scuole sono potenziali tombe! La sicurezza, o meglio, l’insicurezza degli edifici scolastici ormai è un dato di fatto  certificato ance dal XVI Rapporto di CittadinanzaAttiva. Ogni giorno si hanno notizie di crolli, anche di scuole appena ristrutturate. Servono tanti soldi. Intanto qualcosa si può fare.

Scuole insicure, anche quelle ristrutturate

Le scuole sono potenziali tombe! Anche quelle apparentemente belle e ristrutturate da pochi anni, crollano. Un esempio viene da Amatrice. La scuola “R.Capranica” ristrutturata nel 2012 si è sbriciolata per via del terremoto (agosto 2016). Eppure si legge in un manifesto: “La sontuosa opera realizzata in poco più di tre mesi  ha avuto un importo di euro 511.297,68 esclusa l’IVA. Nel 2012 il Comune di Amatrice con il contributo della regione Lazio dà vita ad una massiccia opera di ristrutturazione dell’intero edificio, consistente soprattutto nell’adeguamento della vulnerabilità sismica… “.

Il Rapporto di Cittadinanzattiva

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La lista dei crolli parziali o totali è cronaca di tutti i giorni, certificando quanto sia vero affermare che le scuole sono potenziali tombe per  milioni di utenti. La conferma proviene dall’ultimo Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole (settembre 2018).

Si legge ” Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto…Ben cinquanta gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati da Cittadinanzattiva, tramite la stampa locale, tra settembre 2017 e settembre 2018… Ad essere interessate in particolare scuole della Campania (8 casi), del Lazio (7) e della Lombardia (6). Tali casi hanno provocato il ferimento, per fortuna lieve, di 10 bambini e bambine, di 2 docenti e di 1 addetta alle pulizie.”

Il costo della messa in sicurezza Costituzionale

Quanto costerebbe mettere in sicurezza tutte le scuole? Nel 2008 la Protezione stimò il costo in 12 miliardi di €. Ovviamente la situazione è leggermente migliorata, rispetto a undici anni fa. Ma come si legge nel Rapporto di Cittadinanzattiva, la realtà ci restituisce un miglioramento a macchia di leopardo. Preoccupante lo scarso investimento nelle regioni del Sud.
Del resto la messa in sicurezza di tutte le scuole non può essere declassata a una decisione di secondo livello o terzo livello. L’obbligo proviene dalla Costituzione che sancisce il diritto all’incolumità individuale, come un bene-fine primario (art.32). Questo diventa ancora più stringente, tenendo conto dei minori presenti negli edifici scolastici e tutelati dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia (20 novembre 1989).

In attesa della piena soluzione, ecco dove si può intervenire

E’ impensabile risolvere il problema fra un anno, due anni…
Intanto però qualcosa si può fare. Occorre che le autorità locali prendano coscienza della  pericolosità degli edifici scolastici, emettendo, dove occorre,  senza se e senza ma le ordinanze di chiusure (v. articolo di Luciano Mondello).
Infine è necessario abolire le classi superpollaio (Legge di Stabilità 2015, art 1 comma 333) che obbligano i Dirigenti scolastici a suddividere la classe del docente assente il primo giorno. L’eccessivo affollamento della classe, ovviamente comporta un maggiore  impegno (presenza di studenti non conosciuti) da parte del docente presente. Poche cose, ma concrete e facilmente realizzabili nell’immediato.