Diplomati Magistrali, le decisioni discordanti del Consiglio di Stato

Dopo la seconda “batosta” piombata sui Diplomati Magistrali a seguito della Plenaria Bis, mancano poche ore alla pronuncia della Corte di Cassazione, che ricordiamo è prevista per il 12 marzo. Non è ancora noto se il responso verrà reso noto subito o se occorrerà attendere qualche giorno per venirne a conoscenza. La speranza per questi insegnanti è sicuramente di un possibile ribaltamento di quanto detto dai giudici di Palazzo Spada.

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In attesa di ciò, vale la pena riflettere sul valore assunto dal Diploma Magistrale da parte del Consiglio di Stato. Le pronunce infatti, negli ultimi anni, si sono contraddette tra di loro.

Sentenze di merito positive

Tra gli insegnanti Diplomati Magistrali, ve ne sono alcuni che hanno ottenuto sentenza definitiva di merito che ne ha riconosciuto il diritto di ammissione alle Graduatorie ad Esaurimento. Ricordiamo che queste graduatorie tuttora consentono ancora di accedere alle immissioni in ruolo finchè non saranno completamente svuotate. In particolare la sent. 1973/2015 del Consiglio di Stato ha così statuito:

“Non sembra, altresí, esistere dubbio alcuno che i diplomati magistrali con il titolo conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, al momento della trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, fossero già in possesso del titolo abilitante. Il fatto che tale abilitazione sia stata riconosciuta soltanto nel 2014, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, non può impedire che tale riconoscimento abbia effetti ai fini dell’inserimento nelle citate graduatorie riservate ai docenti abilitati in quanto tali”.

Questa è solo una delle sette sentenze definitive a favore dei Dm, e che hanno consentito a 6000 di loro di essere confermati nelle Gae o nel ruolo, o di entrarvi definitivamente.

La Plenaria

Nelle due Plenarie, rese note rispettivamente il 20 dicembre 2017 e il 27 febbraio 2019, il Consiglio di Stato ha in pratica contraddetto sé stesso, negando ai Diplomati Magistrali il diritto di inserimento nelle Gae, senza altra via d’accesso al ruolo se non tramite il concorso. Il Diploma Magistrale non è dunque ritenuto equipollente ad un titolo abilitante, da quanto si può desumere.

La Corte di Cassazione potrebbe rimettere nuovamente in gioco tutto, contraddicendo i pareri dei giudici di Palazzo Spada riunitisi in Plenaria, ma potrebbe anche confermare il diniego sancito dal Cds stesso.