Il quarto ciclo del Tfa per gli insegnanti di sostegno parte con 30 giorni di ritardo rispetto al primo decreto emanato dal ministro dell’istruzione Marco Bussetti. Rispetto alle prime doglianze dei docenti che lamentavano il poco tempo a disposizione per prepararsi alle prove preselettive, il quotidiano Italia Oggi ha pubblicato un articolo nel quale viene spiegato il motivo del rinvio al 15 e al 16 aprile. Dietro alla decisione di spostare le date dei test di ammissione ci sono le stesse università in cui si terranno i corsi.

Il motivo dello spostamento

Nell’articolo di Italia Oggi si fa menzione di un fatto che è stato antecedente all’emanazione del decreto per il IV ciclo del TFA sostegno. A convincere il Miur per il rinvio è stata la Conferenza dei rettori (Crui) che in una nota del 26 febbraio, appena 5 giorni dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, spiegava che «al fine di consentire una migliore organizzazione delle prove e del percorso di formazione» occorreva rinviare sia le date dei test sia quella di conclusione dei corsi.

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Tempi ristretti

Questa tempistica finirà per impattare negativamente sulla qualità dei corsi di specializzazione. Da giugno 2019 fino a marzo 2020, termine ultimo per la conclusione, i candidati avranno a disposizione soltanto 8 mesi per acquisire i 60 crediti formativi (Cfu) necessari. A questo scopo verranno sacrificati anche i mesi estivi a cavallo di agosto. Inoltre, come rileva una nota della Fcl-Cgil, questa tempistica ristretta rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo, che oltretutto impedirà agli specializzandi l’accesso alle 150 ore del diritto allo studio. Alla luce anche degli esorbitanti costi oscillanti tra i 2.500 e i 3.700 euro dunque torna d’attualità il dibattito sulla revisione del sistema di formazione degli insegnanti.