Con l’avvicinarsi del prossimo aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento rimane ancora in sospeso una questione. Si tratta della possibilità di cambiare la provincia per consentire ai docenti il riavvicinamento a quella di origine. In occasione del decreto ministeriale di aggiornamento dello scorso anno il Miur impose l’obbligo di conferma in quella in cui si permaneva al momento del rinnovo annuale. Questa disposizione fu contestata dai docenti che fecero ricorso, vincendolo, in tribunale. Alla luce dell’evoluzione del contenzioso con l’amministrazione, sfociata con le disposizioni contenute nel decreto dignità, relativamente alla trasformazione dei contratti e della tempistica di esecuzione da parte degli uffici scolastici regionali, molti docenti si chiedono se potranno trasferirsi in quelle province dove le Gae risultano esaurite.

Il dubbio

Partiamo con il dire che l’aggiornamento delle graduatorie di esaurimento riguarderà anche tutti quei docenti che vi figurano inseriti con la T, sinonimo di posizione con la riserva. Questo fintanto che non si saranno svolte le udienze di merito che sancìranno il definitivo depennamento dei diplomati magistrali dalle Gae. La conferma del coinvolgimento dei docenti con riserva viene confermata dal portale Orizzonte Scuola. È in questo contesto che si inserisce la questione richiamata precedentemente, vale a dire spostarsi dove in quella provincia non c’è più nessuno.

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Attesa per una informativa del Miur

Non è casuale la scelta del titolo del paragrafo precedente in quanto si tratta di una questione ancora al vaglio del ministero. Il Miur è indeciso sulla possibilità di far scegliere anche province in cui gli elenchi siano già esauriti. Stando alle normative nazionali parrebbe impossibile costituire ex novo le graduatorie ad esaurimento di una provincia. Il concetto di “esaurimento delle liste” va inteso in senso provinciale o nazionale? Questa è la domanda che il Miur ha posto all’Ufficio Legale per poter fornire delle indicazioni puntuali nel corso dell’informativa che verrà resa ai sindacati.