Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, istituita dall’ONU il 28 Giugno 2012 e celebrata ogni 20 Marzo, intende presentare varie riflessioni apprese negli ultimi giorni riguardo diverse problematiche attuali, che ostacolano la ricerca di quella sensazione tanto agognata da ogni essere umano: la felicità.

Docenti diritti umani: considerazioni sul ‘Global strike for future’

Il Global strike for future (previsto per il 15 Marzo) è sicuramente una data importante riguardo il tema delle ambiente e le problematiche ad esso inerenti. Questa coraggiosa iniziativa è stata portata avanti dai giovani, i quali hanno trovato nella 16enne Greta Thunberg la loro portavoce.

La violenza in Nuova Zelanda 

Le ultime vicende di cronaca hanno fatto registrare preoccupanti livelli di violenza. Ci riferiamo ovviamente alla strage avvenuta in Nuova Zelanda perpetrata da Brenton Tarrant, fautore di un attacco terroristico che ha causato la morte di 50 innocenti di fede musulmana. Il coordinamento esprime solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime.

‘Felicità’ e Lavoro

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Parlando del concetto di felicità, come  è possibile non ricordare i migliaia di precari (tra docenti e ATA) in campo scolastico costretti ad abbandonare i loro territori e i loro cari per trasferirsi in località lontane chilometri, per poter assicurare il pane alle famiglie? Periodi di lontananza biblici che pesano come ‘ere geologiche’ sui cuori degli stessi precari e di chi gli è accanto.

La testimonianza di due insegnanti 

Qui di seguito proponiamo la testimonianza di due docenti, professoressa Loredana Incorvaia e Maria Grazia Bonica circa la propria esperienza di vita a partire dai trasferimenti indotti dall’algoritmo della legge 107/2015: “La centralità del lavoro extradomestico nella vita delle donne, si accompagna da sempre, alla difficoltà di conciliare ruoli esterni e ruoli interni alla famiglia. Mai come in questo momento, ne sono consapevoli le docenti, in esilio, della BUONA SCUOLA. Madri, mogli, figlie di genitori anziani e a volte anche nonne.”

Insomma, è circa dal 2015 che migliaia di lavoratrici sono sparse in svariate zone ‘fuori orbita’ senza criteri ben definiti. Imprevisti che modificano drasticamente la vita di donne che hanno deciso di formare una famiglia e dei progetti, costrette a trasferirsi in ambienti sconosciuti e talvolta ostili. Qui di seguito vi proponiamo il comunicato stampa originale del Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani inviato dal professor Romano Pesavento, che ringraziamo.

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