Contratto: una significativa dimenticanza
Contratto: una significativa dimenticanza

Da qualche giorno si è aperto il tavolo di confronto riguardante il rinnovo del CCNL Comparto ‘Istruzione e Ricerca’ del triennio 2019-2021. Tra le problematiche principali è emersa la revisione delle tabelle stipendiali.

Esse prevedono risorse aggiuntive al fine di retribuire in maniera giusta il lavoro professionale dell’intero personale, con il fine di raggiungere gli standard degli altri stati dell’area Euro. 

CCNL: l’articolo 36 della Costituzione

E’ fondamentale rammentare quello che recita l’articolo 36 della Costituzione: ‘Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla QUANTITA’ e QUALITA’ del suo lavoro’. Quantità e qualità ancorate a parametri come: la qualità del servizio reso, il tempo impiegato per lo svolgimento e la quantità di lavoro svolto.

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ANCODIS, in un suo recente comunicato, fa notare come tutto ciò sia disatteso nei confronti della figura del collaboratore del DS, nonostante il lavoro di alta responsabilità che svolge ogni giorno per le istituzioni scolastiche. L’unica categoria verso cui, a seconda di quanto afferma ANCODIS, la regola sarebbe un’eccezione.

La difficile condizione dei docenti specializzati in Italia

L’attuale CCNL non riconosce il lavoro aggiuntivo e straordinario dei docenti specializzati, tranne un’eccezione nei confronti di due collaboratori a carico del FIS, che però non ha avuta influenza alcuna sulla carriera dei diretto interessati. Eppure, in molti altri paesi europei è una normalissima consuetudine riconoscere incrementi stipendiali, in caso di un surplus di incarichi.

Del resto stiamo parlando di svolgimento, da parte di tali lavoratori, di ore in più di attività rispetto alla norma, per l’insegnamento di aree geografiche disagiate, per la partecipazione ad attività extracurriculari e ad azioni di formazione professionale.

I dati concreti 

Andando più a fondo, secondo quanto rilasciato dal rapporto Eurydice 2013, le responsabilità aggiuntive sono riconosciute (con tanto di compenso opportuno) in ben 26 paesi. Solamente in tre (tra cui vi è anche l’Italia) sono considerate solo a livello di contrattazione di istituto.

Non a caso, nei pochi sistemi di istruzione basati su una struttura di carriera piatta, sono previste, in caso di un surplus di incarichi, incentivi davvero insignificanti determinati e contrattati a livello di istruzione scolastica. Qui di seguito proponiamo il comunicato stampa originale ANCODIS. 

Comunicato-stampa-del-22-3-2019