mobilità e ruolo con riserva

La finestra per poter chiedere la mobilità è ancora aperta per il personale docente, e ci sarà tempo fino al 5 aprile. La richiesta di trasferimento è riservata a chi è assunto a tempo indeterminato, compresi i neo immessi in ruolo 2018/2019.

Tra questi però ci sono anche molti insegnanti in ruolo con riserva che potrebbero essere interessati alla mobilità. Si tratta dei Diplomati Magistrali.

Richiesta trasferimento degli insegnanti in ruolo con riserva

Nulla vieta a tutti quegli insegnanti in ruolo con riserva di poter richiedere il trasferimento. La stessa ordinanza ministeriale sulla mobilità espressamente all’art.8.4 include tra il personale docente interessato anche coloro che abbiano appunto il ruolo con riserva:

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“ Il personale immesso in ruolo con riserva partecipa alle ordinarie operazioni di mobilità; la nuova titolarità ottenuta è sottoposta alla medesima riserva della precedente”.

Questo perché, a tutti gli effetti, anche se non in maniera definitiva, risultano essere assunti a tempo indeterminato, a prescindere poi dall’avvenuto o meno superamento dell’anno di prova.

Sentenza di merito negativa: le casistiche

Cosa accadrà in caso di scioglimento della riserva a seguito di sentenza di merito negativa? È ovvio che, il merito negativo comporterebbe la perdita del ruolo e, di conseguenza, la perdita del diritto a chiedere il trasferimento. Ma questo varrebbe se i ricorsi si concludessero negativamente entro il 5 aprile, ultima data possibile per la domanda di mobilità.

Se invece il merito negativo arrivasse a finestra chiusa, e dunque a mobilità già presentata da parte di questi insegnanti, la scontata conseguenza è l’annullamento automatico della mobilità, essendo prevista la trasformazione del loro contratto da tempo indeterminato a tempo determinato.

Le tempistiche

Possiamo dunque dedurre come le tempistiche assumano una rilevanza importante. Non per tutti i Diplomati Magistrali infatti la sentenza definitiva arriverà negli stessi giorni, dal momento che l’iter di ogni ricorso è a sé.
Ciò che invece andrebbe capito è cosa accadrebbe se, ipoteticamente, il malaugurato esito negativo di molti ricorsi, arrivasse dopo il 20 giugno, data di pubblicazione dei trasferimenti da parte dei vari Ust.

In quale ulteriore marasma si verrebbero a trovare ulteriormente le scuole? Posti ormai attribuiti ai trasferimenti ma che in realtà resterebbero vacanti. Chissà se questa eventualità è stata presa in considerazione dal MIUR.