La plenaria del Consiglio di Stato ha confermato il suo orientamento ed ha ispirato le scelte del governo per il reclutamento dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia. Si va dunque in direzione del prossimo concorso ordinario per infanzia e primaria che sarà bandito nel mese di maggio. Per comprendere come si tratti di una scelta che non risolve le discriminazioni all’interno di questa categoria basta vedere il planning dei concorsi.

I salvaguardati

Per quanto possa apparire improprio questo termine, dal momento che i soggetti coinvolti sono quelli che avevano superato l’anno di prova in regime di clausola risolutiva espressa, il concorso riservato attualmente in svolgimento prevede l’esonero da una ripetizione che è esclusa dal carattere di unicità conferito dal testo unico del 99. Dopo lo svolgimento del colloquio ci sarà la conferma in ruolo. Rispetto agli oltre 10000 diplomati magistrali che hanno goduto dei benefici effetti di precedenti sentenze di merito in sede di Consiglio di Stato, questa è la prima discriminazione prodotta dalla plenaria.

Scuole paritarie

Il concorso riservato è rivolto ai docenti in possesso di due annualità di servizio negli ultimi 8. Sono esclusi tutti quelli che hanno lavorato nelle scuole paritarie. L’orientamento della giustizia amministrativa, dietro ai ricorsi presentati da questi docenti, è andato nella direzione di confermare la validità dei requisiti previsti dal bando. Questa ulteriore discriminazione è stata nuovamente ripresa da alcuni parlamentari di Forza Italia che hanno presentato un emendamento volto a far partecipare anche questi soggetti.

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Il numero dei diplomati magistrali che erano ricorsi agli avvocati per contestare l’esclusione dalle Gae in origine si attestava intorno alle 55.000 mila unità. Di fatto la plenaria ha spezzettato in tre tronconi il contingente iniziale. Quelli che hanno ottenuto le sentenze di merito positive, includendo anche quelle emanate dai tribunali del lavoro, sono circa 10000. Altrettanti saranno quelli che verranno inseriti nelle nuove graduatorie di merito regionali del concorso riservato. Agli altri 30 mila viene data la possibilità di aspirare ad una cattedra stabile mediante dei concorsi selettivi. Dato il carattere regionale che avranno le prossime procedure, sarà possibile che in alcuni casi vengano disposte delle prove preselettive.

Le origini

Indubbiamente è l’oggetto principale di tutte le conversazioni sviluppate nei diversi gruppi Facebook. L’originaria sincrasia e indisponibilità delle istituzioni non ha permesso di rilevare quella differenza sostanziale che ha originato tutto il contenzioso. Si tratta cioè del mancato riconoscimento della riserva di conseguimento del titolo, all’epoca della modifica del testo unico del 99, che ha imposto ai diplomati magistrali di superare un concorso selettivo.