In tutti i gruppi Facebook dei diplomati magistrali viene rinnovato l’invito a firmare la petizione al Parlamento Europeo n. 0934/2018, presentata da Michele Scirpoli. Avevamo già illustrato in questo altro contributo le modalità di adesione. La petizione è una delle 10 con il maggior numero di sostenitori 3649 Sostenitori – Status: Sostegno consentito.

Sintesi della petizione

Il firmatario espone la situazione discriminatoria in cui versano migliaia di docenti diplomati magistrali (55 000) per effetto di una sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (n.11 del 20/12/17) che ha definito in senso sfavorevole alla categoria del firmatario la questione relativa alla legittimità o meno dell’inserimento in Graduatoria ad esaurimento (GAE) dei diplomati magistrali ante 2000/2001 – successivamente alla trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento – argomentando fra l’altro sull’insufficienza del diploma magistrale come titolo abilitante ai fini dell’inserimento in GAE. E ciò, anche in contrasto a un consolidato orientamento della VI Sezione dello stesso Consiglio di Stato, comporterebbe per i docenti in questione la preclusione di qualsiasi attività d’insegnamento nelle scuole pubbliche e paritarie. Fra l’altro, rischierebbero il licenziamento circa 10 000 insegnanti assunti a contratto indeterminato, nonostante che siano già stati confermati in ruolo. La disparità di trattamento dei docenti italiani colpiti dalla predetta sentenza si paleserebbe anche nei confronti dei cittadini di altri Stati membri, Romania per esempio, ammessi ad insegnare nella scuola primaria italiana con diplomi esteri equiparabili a quello italiano di maturità magistrale. In definitiva, la sentenza dell’A.P. del Consiglio di Stato sarebbe in conflitto con la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, annesso alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, in quanto la mancata ammissione alle GAE priverebbe gli insegnanti, in possesso del diploma magistrale, di ogni efficace misura preventiva o sanzionatoria dell’illegittima reiterazione (decennale) nei loro confronti di contratti a termine, nonché violerebbe gli articoli 3 e 4 della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.