Quella che si è conclusa ieri è stata una giornata importante per la sorte dei tanti docenti precari che sono ancora in attesa di una stabilizzazione. Alla Camera dei Deputati si è tenuto un Consiglio dei Ministri nel quale l’Onorevole di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo ha ricordato che ci sono ancora diverse questioni irrisolte. In mattinata al Miur si era tenuto un incontro tra il ministro Bussetti e i sindacati nel corso del quale non era emersa apertura per modificare la decisione di procedere al reclutamento dei tanti docenti precari attraverso i concorsi ordinari. L’onorevole Carmela Bucalo, durante un intervento di circa 10 minuti, ha indicato tutti i nodi che devono ancora essere sciolti.

L’intervento di Carmela Bucalo

“Sono intervenuta come rappresentante del gruppo di Fratelli d’Italia nella discussione generale sugli “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”. Ho parlato dei vari emendamenti presentati e puntualmente bocciati o dichiarati inammissibili, quali: la previsione di un concorso riservato finalizzato ad abilitare con procedure semplificate i docenti con 3 annualità di servizio, apertura GAE, tutela dei docenti disabili assunti con la legge 68/99. Ho parlato di capacità assunzionale, dell’adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente, ed anche di riservare il 50% dei posti banditi a concorso per le assunzioni del personale non dirigenziale con un servizio di almeno tre anni…”

Disparità di trattamento

Le discriminazioni nei confronti dei docenti con diploma magistrale rispetto ai colleghi che hanno fruito di ben 7 sentenze favorevoli del Consiglio di Stato, quelle compiute ai danni dei docenti con servizio nelle scuole paritarie esclusi dal concorso riservato, la decisione assunta con l’ultima legge di bilancio che ha disposto il bando di un concorso selettivo insieme ai neolaureati, senza che venga prevista alcuna distinzione tra quanti hanno maturato anni di servizio e quanti invece non vantano uno stato di servizio, fanno parte di un lungo elenco che scaturisce da vent’anni di assenza politica di interesse reale del settore istruzione.