Sciopero della scuola
L'incontro tra il Ministro Bussetti e i sindacati ha prodotto il nulla. Facile previsione!

Sciopero della scuola, l’incontro tra il Ministro Bussetti e i sindacati ha prodotto il nulla. Tutto previsto!  Il Def, la legge di Bilancio non possono ignorare il quadro legislativo vigente. I sindacati però dimenticano questa regola fondamentale, puntando sull’obiettivo sbagliato: l’aumento contrattuale.

Sciopero  della scuola, l’incontro tra il Ministro e i sindacati per evitarlo

Sciopero della scuola, ieri si è tenuto l’incontro tra il Ministro Bussetti e sindacati. Risultato: il nulla! Non poteva essere diversamente. Ovvia  la seguente dichiarazione del Ministro Bussetti sulla sua pagina Fb: “C’è la volontà di procedere con il nuovo contratto di comparto”. Imbarazzante la presunta attesa del Ministro Bussetti di una chiamata del Premier Conte “Il mio telefono è acceso e il presidente Conte potrebbe chiamarmi da un momento all’altro per darci qualche buona notizia”.
Ovviamente i sindacati vista l’assenza di impegni concreti, sono stati costretti a confermare la giornata di sciopero della categoria per il 17 maggio.

I sindacati ignorano il quadro legislativo

Francamente anche la risposta sindacale è sconcertante. Mi spiego. Il Def, le leggi di bilancio devono coerenti con la normativa vigente. E’ una delle regole dello stato di diritto. Non si può andare contro una legge o ignorare le regole esistenti.
Pare che gli unici a non  saperlo siano gli esperti sindacali,  che  concentrano  la loro attenzione sull’obiettivo di veri aumenti contrattuali , che non si concretizzeranno mai. Mi ripeto. Su questo portale ho scritto: ” In uno stato di diritto, sono le leggi, i decreti attuativi e in subordine i Def che dettano le regole. Non è pensabile, quindi, andare “fuori campo”.  Proporre cifre contrattuali, pertanto, che non rispettano il vincolo del D.Lvo 29/93, significa solo andare  “fuori legge”, gettando  fumo negli occhi.”
Dello stesso parere è S.D’errico che aggiunge ” il problema però nasce dal decreto legislativo 29 del 1993, che ha relegato all’angolo tutti quelli che ne fanno parte, Scuola compresa, eliminando per loro il ruolo a favore dell’incarico a tempo indeterminato, gli scatti d’anzianità biennali per lasciare spazio ai gradoni di 6-7 anni e dovendo pure dire addio agli aumenti superiori all’inflazione programmata”.

L’obiettivo di una vera battaglia sindacale

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Pertanto è illusorio attendersi risposte dal prossimo Def che dovrà essere presentato domani (10 aprile). L’illusione diverrebbe una speranza concreta se il documento finanziario prevedesse l’impegno del governo a  proporre un dispositivo legislativo di abrogazione del D.Lvo 29/93.
E’ difficile pensare che questa regola fondamentale non sia conosciuta dai sindacati, che invece di impegnarsi esplicitamente per il superamento del D.Lvo 29/93,  si concentrano su una battaglia inutile come un vero aumento contrattuale. Parafrasando un aforisma cinese attribuito a Lao/Tse ,il fondatore del taoismo,  è‘ più semplice indicare il dito che guardare la luna. 
Ho il sospetto che la decisione sindacale risponda alla strategia che può essere sintetizzata così: “Abbiamo provato, ci siamo impegnati, ma non abbiamo conseguito l’obiettivo. Di più non potevamo fare!” Lo è stato per il contratto 2016-18. Medesima situazione si ripeterà per i prossimi contratti fino al…