Domani a Teramo si terrà un convegno per celebrare i 300 anni di storia della massoneria. Per poterlo ospitare è stato effettuato uno stanziamento di 2mila euro che non è andato giù a molti docenti. Secondo il Fatto Quotidiano molti professori si dicono «sconcertati dall’irritualità dell’evento» e lamentano, nel clima di austerità didattica e di risorse molto scarse per l’organizzazione (ad esempio) di altri convegni, la decisione dell’ Ateneo abruzzese di ospitare l’evento.

La risposta del M5S

Pronta la reazione del MoVimento 5 Stelle, ad opera del senatore Primo Di Nicola, che solamente 5 giorni fa aveva detto che si tratta di “qualcosa che va oltre ogni immaginazione”. “Bene fanno i docenti a protestare, visto che spesso non si trovano i soldi per fare normale didattica. Accostare poi, per giustificarne un presunto interesse storico-scientifico, la massoneria addirittura all’Olocausto è uno schiaffo alla memoria dei milioni di persone sterminate nei campi di concentramento. L’università di Teramo faccia immediatamente un passo indietro. E i suoi vertici chiedano scusa per questa inqualificabile iniziativa”.

Il comunicato del M5S

Domani l’Universita’ degli Studi di Teramo ospiterà un convegno sulla Massoneria, durante il quale per la prima volta un ‘Gran Maestro’ e altri vertici della Gran Loggia d’Italia terranno una lectio in un’università pubblica. L’iniziativa ci sembra a dir poco inopportuna, oltre che preoccupante, per cui oggi depositiamo un’interrogazione per chiedere urgenti chiarimenti al Ministero dell’Istruzione”. Così, in una nota, i portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera Valentina Corneli, Luigi Gallo e Alessandro Melicchio.

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Tra le altre cose, molti docenti hanno denunciato la sproporzione dei fondi concessi per lo svolgimento dell’iniziativa rispetto ad altri incontri. Sono state inoltre riferite ingerenze di esponenti massonici durante la sessione del Senato Accademico tenutasi nel febbraio scorso e avente all’ordine del giorno la discussione del convegno. Chiediamo pertanto di verificare il dubbio utilizzo dei fondi nonché la legittimità delle decisioni assunte nel corso di detta seduta”, concludono i deputati.