Il prossimo concorso ordinario conterrà alcune modifiche al criterio di selezione dei docenti della terza fascia con servizio di 36 mesi. A rivelarlo è il quotidiano Italia Oggi che illustra le modifiche da inserire nella nell’emendamento al decreto Crescita. La novità è emersa subito dopo lo svolgimento del vertice di maggioranza svoltosi a Palazzo Chigi. In questo modo Lega e Movimento 5 Stelle contano di scongiurare lo sciopero del prossimo 27 Maggio e per farlo non c’è molto tempo. Via libera dunque al ministro Bussetti per cambiare le carte in tavola.

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Corsa contro il tempo

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L’esigenza di depotenziare lo sciopero della scuola del 27 maggio ha prodotto un primo parziale risultato dell’accoglimento delle richieste sindacali per l’emanazione di un bando di concorso ordinario che tenga conto dell’esperienza di servizio i docenti che ogni anno tengono in piedi la scuola. Sarà un emendamento, quello al quale sta lavorando Bussetti, a modificare la quota riservata ai docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, svolti indipendentemente dalla classe di concorso per la quale è stato prestato, la percentuale dei posti destinati ai vincitori ancora presenti nella terza fascia delle graduatorie di istituto.

Le modifiche rispetto alla bozza originale

Si tratta di una soluzione parziale, rispetto alle attese e alle richieste docenti precari di terza fascia, che in verità sì attendono un trattamento del tutto simile a quello riservato ai colleghi abilitati. Come è noto, la procedura di reclutamento in questo caso diverge in quanto prevede lo svolgimento di un semplice colloquio orale volto a valutare le competenze didattico-metodologiche. Oltre all’aumento della quota di riserva dei posti verrà tolta anche la prova preselettiva. Non è molto ma è comunque una risposta quella che sta mettendo in campo il Ministero di Viale Trastevere.