TFA Sostegno

Il TFA sostegno è partito decisamente male, tra caos nelle sedi delle prove ed errori grossolani nei test. Fino a questo momento sono tre gli atenei che hanno annullato i test. Si tratta dell’ Università della Calabria (Arcavacata, Rende), dell’Università della Basilicata (Potenza) e dell’Università di Bari.

Puglia

La prima università ad alzare bandiera bianca è stata quella di Bari, caso del quale vi avevamo già documentato su questa testata. Si tratta di 658 candidati che attendono ancora di conoscere in quale data potranno nuovamente sostenere la prova preselettiva del TFA sostegno.

Basilicata

In attesa di conoscere la nuova data ci sono anche i 340 candidati che a Potenza dovuto interrompere le prove. Questo perché in venticinque casi le prove della secondaria di secondo grado erano state scambiate con quelle del primo grado.

Calabria

A Rende lo stop è arrivato 40 minuti dopo l’apertura delle buste. Inspiegabilmente alcuni questionari erano incompleti con domande non stampate. Al momento sono gli unici a conoscere la data nella quale dovranno ripresentarsi. Il nuovo appuntamento è stato fissato per il 27 aprile.

Togliere la gestione dei test agli atenei

Il quadro del marasma generale si arricchisce con le segnalazioni giunte da ogni parte d’Italia che ha lasciato di stucco gli osservatori. A Urbino sembrava di stare dentro uno stadio, tanta era la confusione che vi regnava. Al Foro Italico di Roma c’era un via vai continuo di gente tra l’aula e i bagni. Molti candidati, noncuranti delle raccomandazioni dei commissari presenti, utilizzavano gli smartphone per consultare il web alla ricerca delle risposte da mettere nei test. Ma il dato più sorprendente è stato fornito da un partecipante alla selezione di Urbino. Questi ha segnalato l’ammissione c’è un candidato con zero punti in graduatoria.

Quello che è successo ha sancito il definitivo fallimento dei test organizzati dalle università. Unanime la richiesta dei sindacati di affidare al MIUR il compito di redigere una prova nazionale unica, lasciando alle università esclusivamente l’espletamento dei corsi.