Il prossimo concorso docenti rivolto ai docenti della scuola secondaria conterrà alcune novità oltre a quelle già apportate in legge di bilancio. La notizia viene data dai sindacati che ieri sera hanno partecipato ad un incontro con i vertici del Miur. Al termine di una giornata convulsa, culminata con un tumultuoso vertice in Cdm, il ministro Bussetti è arrivato a Viale Trastevere per comunicare alle OO.SS. l’impegno del governo a stanziare nuove risorse per l’aumento degli stipendi. A margine della riunione iniziata dopo le 24.00 si è parlato anche di modifiche ai prossimi concorsi.

Le anticipazioni di Bussetti

Tutte le riforme portano dei cambiamenti, ma non è mai facile adattarsi alle nuove situazioni”. (Pensiamo ad esempio al concorso riservato ai docenti abilitati con le modifiche introdotte dalla legge di bilancio che hanno provocato differenze di trattamento tra precari avviati al percorso Fit nel 2018 e docenti che hanno sostenuto i colloqui orali nel 2019, ndr). “ È vero che il concorso rimane il principale canale di reclutamento ma questo non esclude che possano esserci altre soluzioni”. Lo ha affermato il ministro Marco Bussetti nel corso di una intervista rilasciata a Tecnica della Scuola. “Il concorso è previsto dalla Costituzione“- ha detto il ministro. “E’ un primo passo importante che mette ben chiaro un aspetto legato al reclutamento. Ma questo non nega di valutare altre possibilità”. La facilitazione concessa ai precari della terza fascia non abilitati con servizio di poter accedere al concorso senza la prova preselettiva “è solamente il primo passo nella direzione di una stabilizzazione più rapida”.

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Nuovi percorsi abilitanti speciali

Nella riunione al Ministero si è affrontato il punto caldo dei docenti cosiddetti precari storici, con più di 36 mesi di servizio, che in base alle modifiche al d.lgs 59, contenute nella Legge di Bilancio 2019, sarebbero stati obbligati al concorso ordinario, insieme ai neolaureati. L’accordo MIUR-sindacati, prevede ora soluzioni mirate per il precariato e chi insegna da più di 36 mesi avrà percorsi dedicati per l’immissione in ruolo. In particolare emerge la novità costituita dalla previsione di istituire percorsi abilitanti e selettivi riservati al personale docente che abbia una pregressa esperienza di servizio pari ad almeno 36 mesi, finalizzati all’immissione in ruolo.