TFA sostegno 2019, elenchi ammessi alla prova orale: in aggiornamento
TFA sostegno 2019, elenchi ammessi alla prova orale: in aggiornamento
Ancora polemiche in merito alle prove preselettive dei corsi TFA sostegno. La disorganizzazione e la più completa anarchia nell’applicazione delle regole ha sfiduciato i candidati, per non parlare del ‘numero chiuso’ che andrà ad escludere chi insegna da anni senza specializzazione oppure quei docenti di ruolo o abilitati che hanno svolto sin qui il servizio in assenza di docenti specializzati.

Numero chiuso sui corsi TFA Sostegno, è polemica

A ribadire il concetto, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che sottolinea come ‘non c’era alcuna ragione per attivare, come fatto dal Miur, un numero chiuso che esclude proprio chi insegna da anni senza specializzazione o chi è di ruolo o abilitato in assenza di docenti specializzati. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere a favore dei docenti non ammessi pur ottenuta la sufficienza (18/30), dando mandato al proprio ufficio legale di valutare le altre anomalie segnalate sulla gestione delle prove d’accesso messe pure in evidenza dalla carta stampata, come da La Repubblica, che parla di “caos per i test irregolari’.

Pacifico: ‘C’è un estremo bisogno di selezionare migliaia e migliaia di docenti specializzati’

Pacifico reputa “particolarmente grave che tutto questo sia accaduto a fronte di una necessità estrema di selezionare decine di migliaia di docenti specializzati da formare il prima possibile e da affiancare ad altrettanti alunni con disabilità che ogni anno si ritrovano invece con un insegnante privo di specializzazione. Non bastava introdurre soglie d’accesso ‘mutevoli’ e quindi discriminanti, con l’accesso ai corsi legato non alle effettive competenze ma alla fortuna o sfortuna di avere svolto la prova preselettiva in una sede universitaria con meno partecipanti e con conoscenze sopra la media: una decisione, peraltro, contro la quale Anief si è ufficialmente dichiarata, chiedendo ai candidati esclusi, pur avendo conseguito almeno la sufficienza, pari a 18/30, di impugnare la decisione’.

Le Università scaricano le responsabilità, a rimetterci come al solito tutto il sistema scolastico

‘Adesso si scopre anche che pur avendo incassato cifre altisonanti dai candidati, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, le Università si tirano anche fuori, dichiarandosi non responsabili dell’accaduto. E lo stesso vale per il Ministero dell’Istruzione, che avrebbe ‘appaltato’ l’organizzazione delle prove preselettive a un’istituzione esterna. Fatto sta che a perderci, ancora una volta, saranno non solo i docenti che intendevano specializzarsi, ma tutto il sistema scolastico e i cui studenti – conclude Pacifico – continuano ad attendere personale da stabilizzare sui troppi posti vacanti’.