Scuola, rinnovo contratto e aumento stipendi ultime notizie: 'Governo, la tua strategia è chiara'

Il Governo, in seguito all’intesa raggiunta con i sindacati lo scorso 24 aprile, ha disinnescato, almeno per il momento, la bomba dello sciopero del 17 maggio, un pericolo incombente alla vigilia delle elezioni europee. Molto scetticismo, comunque, in merito agli annunciati aumenti stipendiali a ‘tre cifre’ del ministro Marco Bussetti: oramai il mondo della scuola non crede più a mezza parola di quelle che la politica sforna quasi quotidianamente in merito alle problematiche scolastiche. Se ne son viste tante, per non dire troppe.

Governo disinnesca la bomba del 17 maggio

Forse l’unica promessa che potrebbe essere mantenuta sarà quella riguardante le assunzioni ma solo perché Quota 100 libererà una buona fetta di posti. Non dimenticando un aspetto economico di una certa rilevanza. Il Governo ci guadagnerà non poco da questo turn over, visto che gli stipendi dei neoassunti saranno certamente più bassi di coloro che hanno chiesto il prepensionamento, oltre al fatto che non si tratterà di un turn over ‘completo’: a fronte dei circa 100mila pensionamenti, i concorsi verranno banditi su 66mila posti circa.

Lo sciopero scomodo prima delle elezioni

Insomma, il personale scolastico non ci casca. Il tanto sbandierato accordo tra Governo e sindacati ha poco o nulla di concreto, tanto più che l’equilibrio politico della maggioranza è in bilico ormai da diversi giorni. L’importante era scongiurare il pericolo di uno sciopero generale, con una massiccia partecipazione del mondo scolastico, in emulazione di quel 5 maggio 2015. Uno sciopero scomodo perché a ridosso delle elezioni, mettendo sul tavolo altre promesse che, probabilmente, saranno anche le ultime per il governo del cambiamento. Dopo le europee, infatti, lo scenario politico potrebbe cambiare e ci ritroveremo punto e daccapo, probabilmente senza Conte e Bussetti.