Pisa, bambina deceduta a scuola: 'Il processo è valido'
Pisa, bambina deceduta a scuola: 'Il processo è valido'

Il processo è ufficialmente valido. Continua il caso di Marianeve (6 anni al momento della morte) la bambina deceduta per soffocamento presso l’istituto Agazzi a Pisa. Come leggiamo da un articolo de La Nazione, da poco pubblicato online, ieri mattina il giudice Salutini si è pronunciato riguardo l’obiezione da parte della maestra Donatella Polvani. D’accordo anche le parti civili, ovvero i nonni di Marianeve, assistiti dall’avvocato Salvatore Salidu.

Pisa, caso Marianave: la decisione del giudice

Il giudice Salutini ha infine rigettato la richiesta volta ad annullare il processo ed ha anzi confermato come gli atti non inseriti siano inutilizzabili. Secondo le parti ci sarebbe stato un errore nel corso della composizione degli atti. Il tutto si spiega in questo modo. In aula, infatti, sarebbero giunti due fascicoli differenti nei confronti delle maestre coinvolte nel tragico evento di Marianeve. I due fascicoli avrebbero dovuto essere uguali, di norma.

Di conseguenza, risulta che gli atti sarebbero stati parziali e non corrispondenti a quelli dell’incidente. Risulterebbero esserci pagine mancanti rispetto al fascicolo ‘corretto’ su cui è stata giudicata invece l’insegnante di sostegno Roberta Castellani, assolta la fine di marzo scorso. Per il mese di novembre è stata fissata una nuova data per l’istruttoria. A presiedere ci sarà tuttavia un nuovo giudice, in quanto Salutini andrà presto in pensione. Anche ieri, i nonni di Marianeve risultavano presenti in aula.

La storia di Marianeve

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La tragica fine della piccola Marianeve risale a dicembre di tre anni fa. La bambina, disabile, morì soffocata a causa dell’ingerimento di un pezzo di spugna che, ricorda la mamma Elisa: ‘Era più lungo di un’iphone’. La famiglia ha dato vita ad una raccolta fondi a suo nome.

Il progetto ‘Il sorriso di Marianeve‘ ha come scopo la costruzione di una scuola materna a Bitena, nel Sud Etiopia. Nei confronti della maestra Polvani, la Procura avrebbe chiesto dapprima l’assoluzione e in seguito, dopo l’imputazione coatta da parte del gup D’Aria, il non luogo a procedere.