Scuola, PAS e precariato docenti ultime notizie: ecco i dettagli della proposta

Miur e sindacati al lavoro. Sul fronte della stabilizzazione dei docenti precari con 36 mesi di servizio si apre ufficialmente  il tavolo tecnico. Il prossimo appuntamento con i sindacati fissato per il prossimo lunedì 6 maggio costituirà il primo step per definire i dettagli dell’intesa stabilita lo scorso 23 aprile con il governo. I temi sui quali si dibatterà verteranno sulla natura dei nuovi percorsi abilitanti speciali, sul numero dei docenti precari che potranno parteciparvi e sull’organizzazione dei corsi.

I numeri dei docenti interessati

L’attenzione dei precari è concentrata sul numero dei posti che verrà messo a bando. Le OO.SS. e il Miur dovranno raggiungere un accordo sulla platea dei docenti che effettivamente potrà partecipare ai corsi abitanti. Il numero totale dovrebbe comprendere verosimilmente quei soggetti che possiedono il servizio richiesto di 36 mesi ottenuto negli ultimi 8 anni, oltre a quelli già di ruolo che vorranno abilitarsi per l’altra classe di concorso sulla quale non sono titolari.

Canale alternativo al concorso

I nuovi Pas rivolti ai docenti precari costituiranno un’alternativa più veloce al prossimo concorso ordinario che il Miur intende bandire. Questo era quanto emerso nel corso della riunione del 23 aprile in accoglimento delle istanze presentate dai sindacati. Un altro aspetto da chiarire sarà quello di definire il criterio di selezione. Le diverse organizzazioni e associazioni di precari riferiscono che il numero complessivo si aggira intorno alle 30mila unità. Il Ministero sarebbe intenzionato a limitare l’accesso a coloro che posseggono un servizio maturato negli ultimi 8 anni. Qualora passasse questa linea, il numero dei docenti di terza fascia che potrà accedere ai Pas sarebbe inferiore.

Selezione in uscita

Una delle richieste che hanno caratterizzato le rivendicazioni dei precari della terza fascia è quella di non imporre un criterio eccessivamente selettivo riguardo alla natura dei nuovi corsi di abilitazione. Ci si riferisce cioè alla circostanza che non siano condizionati allo svolgimento di un test preselettivo di accesso, altrimenti diventerebbe un TFA, come esplicitato in una delle tante occasioni in cui il presidente della Associazione Nazionale dei Docenti e dei Diritti dei Lavoratori, prof. Pasquale Vespa, ha affermato nel corso delle assemblee. Il numero complessivo di abitandi sarebbe eccessivamente limitato rispetto alle effettive esigenze rappresentate in più occasioni di incontro avuti con i rappresentanti delle istituzioni. Da quanto emerso dai primi resoconti sindacali questa eventualità parrebbe scongiurata.