Coronavirus, la denuncia nazionale: 'La scuola non è dei sindacati, lasciateci lavorare'
Coronavirus, la denuncia nazionale: 'La scuola non è dei sindacati, lasciateci lavorare'

Gli episodi di violenza di cui sono spesso vittima gli insegnanti (ultimo in ordine di tempo quello accaduto in un istituto scolastico di Lodi) hanno sollevato discussioni, anche in campo politico. A questo proposito, segnaliamo la proposta di legge presentata dalla Lega (primo firmatario l’onorevole Rossano Sasso) attraverso la quale si vuole dare un forte segnale in difesa della professione del docente. 

Violenze contro gli insegnanti, ecco la proposta di legge della Lega

Il disegno di legge prevede l’inasprimento delle pene nei confronti di chiunque usi violenze fisiche e verbali nei confronti degli insegnanti, nell’esercizio delle loro funzioni.
‘Dobbiamo restituire autorevolezza alla figura del professore – ha commentato l’onorevole Sasso – tutti devono capire che la scuola è un luogo sacro, inviolabile, dove si formano i cittadini del domani e non è più tollerabile sminuire, umiliare e picchiare un insegnante.

Sasso: ‘Sconvolgente pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili’

‘Insegnanti vittima di bulli ma anche di genitori violenti. Un tema su cui la comunità scolastica tutta deve riflettere – ha proseguito l’esponente della Lega – Le famiglie sono una parte importante del lavoro educativo, perché sono i genitori ad educare la persona mentre la scuola educa i cittadini. È sconvolgente pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili, o che uno studente si possa permettere di picchiare da solo o in gruppo un docente. Sono fatti che evidenziano quanto sia profondamente mutato il rapporto di fiducia tra scuola e famiglia, che interrompono bruscamente quel patto di corresponsabilità educativa, che vanno condannati con forza e che vedono la figura dell’insegnante perdere via via autorevolezza e prestigio.’
L’onorevole Sasso ritiene che il fenomeno sia sottovalutato, soprattutto quanto i responsabili delle violenze sono gli allievi stessi, ci sarebbe la tendenza a ridurre le aggressioni a ‘bambinate per le quali basta scusarsi per farla franca’.