Il Ministro dell’Interno Salvini ha fatto tappa a Montecatini nell’ambito del tour in vista dell’election day del 26 maggio. I quotidiani danno risalto alla notizia ciascuno con un taglio diverso. Quello esposto nella didascalia in calce al presente articolo è il titolo scelto dal Quotidiano Il Tirreno, edizione Pistoia. L’impatto è forte, anche se rappresenta una forzatura rispetto alla condizione che attualmente vive la cittadina termale, ma di sicuro effetto.

Le dichiarazioni di Salvini

“Montecatini deve vivere di terme e lavoro, non di prostitute”, titola La Nazione di Firenze. Come si può notare il significato è lo stesso ma i termini utilizzati dal Quotidiano toscano sono diversi da quelli di ADNKRONOS e Tirreno. In campagna elettorale si sa, i colpi bassi si tirano e si ricevono. La situazione di degrado sociale che si vive a Montecatini e di indubbia oggettività. Troppo ghiotta l’occasione per non lasciarsi scappare l’effetto Scoop a fini elettorali.

Maggiori controlli

Il tema sicurezza è molto sentito all’interno degli elettori della Lega. Comprensibile pertanto chi è il Ministro degli Interni abbia promesso di intensificare le azioni a difesa del territorio. “Da ministro dell’Interno prometto che manderò più forze di polizia. Ma se drogarsi fa male, far l’amore fa bene, e allora guardiamo come fanno in Austria – ha aggiunto riferendosi al problema della prostituzione – dove ci sono controlli sanitari ma fanno pagare loro le tasse perchè guadagnano bene». «Ci ragioneremo: far finta che non sarebbe inutile», ha concluso.

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La contestazione delle maestre licenziate

Mischiate tra la folla che assisteva al comizio di Salvini c’era anche un gruppo di maestre. Durante l’intervento della presidentessa della lega per la Toscana Elena Vizzotto, intervenuta sul tema delle quote rosa e del lavoro alle donne, una di loro la ha incalzata con questa obiezione : ” e le 55.000 maestre diplomate magistrali licenziate dove le mettete”? Com’ è noto le maestre avevano a più riprese pregato Salvini di intervenire per evitare i licenziamenti, mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale. Ma non sono riuscite ad ottenere più di un laconico ” lo sappiamo, sono a conoscenza della situazione, ogni giorno chiedo al ministro di risolvere, ci stiamo lavorando”.