È il professor Pasquale Vespa, presidente della AnDDL, (Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori) ad esprimere un plauso per l’apertura dei tavoli sul precariato e all’intesa tra le sigle sindacali. Al termine dell’incontro al MIUR che era stato calendarizzato il 6 maggio scorso, dopo l’intesa raggiunta lo scorso 24 aprile per scongiurare lo sciopero della scuola annunciato per il 17 maggio, cominciano ad arrivare a caldo le prime reazioni delle rappresentanze dei docenti.

Le posizioni

Le sigle confederali avevano emesso un comunicato congiunto nel quale era stato scritto che sono state gettate le basi per approvare in tempi brevi una via più rapida rispetto al concorso ordinario per garantire la stabilizzazione dei docenti precari con 36 mesi di servizio. Il Miur aveva fatto sapere che l’elevato numero degli interessati rendeva necessario conoscere l’esatta platea dei potenziali partecipanti al corso di abilitazione. Le sigle sindacali avevano ribadito la necessità di indire nuovi Pas aperti a tutti. In ogni caso si tratta di una alternativa al concorso ordinario senza la prova preselettiva e con la quota percentuale di posti riservati ai precari con 36 mesi.

No selezione in ingresso

La prospettiva di un corso abilitante con selezione in ingresso, prospettata dal dottor Giuseppe Chinè nel corso dell’incontro di ieri, risponde alle esigenze di consentire all’amministrazione di acquisire la disponibilità dei vari atenei ad organizzare questi corsi. Sul versante opposto viene fatto presente che adottare criteri eccessivamente selettivi rischierebbe di ridurre all’osso il numero dei potenziali beneficiari, depotenziandone le finalità principali. In ogni caso occorrerà avviarli prima di bandire il prossimo concorso ordinario. Rimettiamo di seguito il comunicato integrale del professor Pasquale Vespa di AnDdl.

Il comunicato Anddl

Un plauso per l’apertura del confronto tra Governo-Miur-Sindacati. Grande apprezzamento per l’intesa ritrovata dalle 5 sigle sindacali che a margine del tavolo tecnico con il Ministero, tenutosi ieri 6 maggio, hanno definito una proposta unitaria“. Così in una nota il professor Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori. All’incontro al Miur hanno partecipato il capo di gabinetto, dottor Giuseppe Chinè, e i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA.

Apprezziamo in particolar modo – continua il professor Vespail passaggio riportato nel comunicato stampa congiunto delle 5 sigle sindacali che parla chiaramente di “una fase transitoria che preveda un percorso abilitante speciale riservato allo stesso personale (3 anni di servizio, ndr), finalizzato all’immissione in ruolo. Tale percorso dovrà comunque garantire a tutti i docenti in possesso del requisito del servizio dei 36 mesi la partecipazione al percorso abilitante.”

La proposta dei sindacati va incontro a quanto abbiamo sempre sostenuto – dice Vespa -. Va ribadito però che è necessario costituire una graduatoria dei lavoratori precari con almeno 3 annualità di servizio dalla quale a scorrimento è possibile andare in ruolo seguendo un corso di abilitazione nell’anno di prova. Ribadiamo inoltre la nostra ferma convinzione di far seguire il corso di formazione abilitante presso la scuola dove si lavora con contratto a tempo determinato, integrandolo magari con un corso seguito per via telematica tramite una piattaforma online di cui ormai sono dotate tutte le Università italiane”.

Resta l’amaro in bocca – afferma Vespaleggere che il Miur, ancora una volta, abbia proposto un percorso di formazione con selezione all’ingresso. Ovvero un Tfa e non un Pas! Non è bastata la magra figura fatta dal Ministero in occasione del Tfa Sostegno dove si sono registrati non poche falle nella gestione e nell’organizzazione? E cosa dire che all’Università di Urbino un candidato alla Primaria è stato ammesso alla preselettiva con una valutazione pari a ZERO e in Basilicata i candidati sono stati bocciati nonostante una valutazione di 28,5/trentesimi? Dove sta il merito in queste selezioni? Se il Governo del Cambiamento punta a fare cassa sulla pelle dei precari allora la proposta è sicuramente efficace! Con il TFA Sostegno ci sono riusciti brillantemente. Ma è ora di finirla con questo mercato che si fonda sul lavoro e sulla vita dei candidati. Si chiede la stabilizzazione di chi ha consentito il corretto funzionamento della scuola pubblica non si deve trovare un ulteriore escamotage per sostenere economicamente le Università”.

Ritorniamo alle proposte. Il Concorsone 2019 deve essere assolutamente posticipato rispetto alla fase transitoria e la graduatoria dei nuovi abilitati deve essere utilizzata per l’assunzione a scorrimento. Solo così si chiuderà con la drammatica pagina del precariato nella scuola. Sia su materia che su sostegno. Una graduatoria che deve innanzitutto andare a coprire il fabbisogno regionale relativo a dove vive il candidato e in alternativa, e su base esclusivamente volontaria, consentire una scelta a livello nazionale qualora la cdc in una data regione fosse satura” così conclude la nota stampa dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori.