Il percorso che condurrà alla stabilizzazione dei docenti non abilitati che detengono un’esperienza di servizio di 36 mesi ha visto compiere lo scorso 6 maggio il primo passaggio verso la definizione delle modalità con le quali si potrà accedere. I resoconti sindacali evidenziavano la notizia dichiarando di aver accolto con soddisfazione l’apertura del Miur al riguardo dell’ organizzazione dei nuovi Pas.

La richiesta dei sindacati

Il tema della stabilizzazione dei docenti precari assume i contorni dell’ urgenza per far fronte all’emergenza cattedre che ogni anno si manifesta per moltissime classi di concorso. Questo è il presupposto di partenza che ha riunito le istanze rappresentate dalle sigle confederali che hanno chiesto al MIUR l’istituzione di corsi abilitanti identici a quelli banditi nel 2013. Vale a dire dei nuovi Pas aperti a tutti i docenti precari.

L’offerta del Miur

Il Ministero era rappresentato dal capo di gabinetto del ministero dell’istruzione e università, Giuseppe Chinè. Nell’articolo pubblicato da Italia Oggi che appare di seguito viene dettagliata l’offerta esatta messa sul tavolo di confronto con i sindacati. L’amministrazione di Viale Trastevere è disposta a valutare un Pas speciale con immissione in ruolo per 20 mila docenti, condizionato al superamento di un test di preselezione.

Posizioni distanti

I motivi alla base delle rispettive posizioni sono costituite dal numero complessivo dei docenti, da un lato, e dalla capienza delle università che dovranno organizzare questi nuovi Pas dall’altro. Sono oltre 40 mila i docenti di terza fascia che ogni anno lavorano con contratti di supplenza e la maggior parte di loro detiene un servizio di almeno 36 mesi maturato su una cdc. Le parti torneranno ad incontrarsi nei prossimi giorni per trovare un punto di incontro da condurre verso la richiesta di un emendamento di maggioranza al decreto Crescita.