I docenti ammessi a partecipare all’ormai soppresso FIT hanno diritto alla mobilità già da settembre di quest’anno. Si tratta di una convinzione in seno ai docenti abilitati che è già stata rappresentata al MIUR. La questione viene riproposta da Anief che in un articolo pubblicato su Orizzonte Scuola invita tutti i docenti a segnalare le irregolarità inerenti il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità.

I presupposti

Il diritto di questi docenti nasce con la decorrenza giuridica del contratto a tempo indeterminato al 1 settembre 2018. La legge di bilancio ha modificato l’anno di prova disponendone la ripetibilità. Posto che i vari USR dovranno recepire le modifiche apportate al concorso riservato, riguardo la tipologia dei contratti per coloro che hanno già sostenuto i colloqui orali nel 2018, si renderà necessario anche risolvere la questione della differenza rispetto a quelli che verranno fatti sottoscrivere a coloro che hanno terminato le prove nel 2019.

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Superare il caos

Si inserisce in questo contesto il commento di Marcello Pacifico di ANIEF il quale, per spiegare la situazione nella quale si trovano i docenti che hanno partecipato al transitorio, cita il lavoro di elaborazione di una tabella a cura del Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati. Questa situazione ha prodotto il caos in cui si trovano gli Uffici Scolastici, schiacciati tra vecchie e nuove regole.

Rischio contenziosi

Sì va profilando uno scenario in cui potenzialmente l’amministrazione dovrà fronteggiare una nuova ondata di ricorsi a causa dell’inosservanza delle modifiche apportate con la legge di bilancio da parte degli USR. Non vi è alcun dubbio infatti che i contratti debbano essere stipulati a tempo indeterminato. Ovviamente l’auspicio è quello che l’amministrazione di Viale Trastevere provveda ad uniformare le condizioni di tutti coloro che hanno partecipato al concorso riservato. Il passaggio successivo è costituito dalla richiesta degli stessi soggetti di poter usufruire delle stesse condizioni previste dal CCNL consentendo a tutti di partecipare alle procedure di mobilità.