Il governo starebbe pensando di apportare modifiche allo svolgimento dei prossimi concorsi rivolti ai docenti. Ciò in quanto, data l’intenzione di procedere ad oltre 33mila assunzioni straordinarie, si vuole rimettere mano alle modalità di selezione mantenendo il criterio dei test preselettivi in luogo della semplice prova scritta. L’infografica seguente mostra la ripartizione dei posti in base al grado di scuola.

I cambiamenti allo studio

Si sta pensando di cambiare la prova scritta introducendo la prova preselettiva con i test. Si tratta di una disposizione già ampiamente utilizzata in tutti quei casi nei quali il numero dei concorrenti è almeno doppio rispetto ai posti a bando. Basti pensare al IV ciclo TFA sostegno e al concorso ordinario per i docenti della scuola primaria e dell’infanzia privi del servizio. Scendendo in dettaglio scopriamo che si intende mandare a pieno regime il criterio dei test formulati con risposte multiple in luogo delle domande aperte.

Il perché di questo indirizzo

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Esistono motivazioni molto valide che si riconducono all’ottimizzazione della formulazione delle prove e dei risultati finali. In questo modo sarà più rapida la formazione delle graduatorie di merito che dovranno essere costituite dopo la prova orale. C’è poi un altro vantaggio che reca con sé la correzione automatizzata dei test. Sì renderebbe possibile creare sottocommissioni quando si oltrepassano i 250 candidati, con la possibilità di ricorrere anche a pensionati.

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Tempi

La volontà è quella di procedere velocemente data la necessità di rispondere alle esigenze che provengono dal mondo della scuola. Tutte queste modifiche dovrebbero essere introdotte nel prossimo Ddl Concretezza. Tutto questo relativamente alla parte che riguarda esclusivamente i nuovi concorsi ordinari. Diverso è il discorso collegato alle esigenze della stabilizzazione dei precari con 36 mesi di servizio. Per loro dovrà essere predisposto un emendamento a parte, sempre all’interno dello stesso Ddl in questione, nel quale disciplinare le modalità alternative di accesso al ruolo.