La vicenda della nota MIUR sull’abilitazione all’insegnamento conseguita in Romania è del tutto simile a quella che ha visto i docenti che hanno seguito i Master en Profesorado spagnoli. Chi aveva scelto la strada dell’ abilitazione all’estero, sobbarcandosi costi ingenti per ottenerla, nell’ordine delle decine di migliaia di euro, si è visto la strada al riconoscimento del titolo sbarrata dal Miur, allo stesso modo dei colleghi che avevano seguito i corsi in Romania. In redazione è giunto un comunicato stampa della associazione Consulenza Scuola che rimettiamo di seguito.

Il comunicato

Nella nota MIUR n. 5636 del 2 aprile 2019 è riportato che, “la qualifica del sistema rumeno “Programului de studiipsihopedagogice, Nivel I e Nivel II” è condizione necessaria ma non sufficiente al fine dell’esercizio della professione di insegnante”.Tale affermazione è priva dei dovuti fondamenti normativi così come evidenziato nell’Interrogazione Parlamentare del 7 maggio, nei confronti del Ministro Bussetti, di cui attendiamo la risposta scritta, promossa dall’On. Alessandro Cattaneo con il supporto dell’Avv. Paolo Zinzi e del Prof. Giancarlo Scalese,per le seguenti motivazioni. La condizione “necessaria ma non sufficiente” sottolineata dal Direttore Generale MIUR è stata “interpretata” e aggiungiamo in malafede, in quanto il possesso dei “Programului de studiipsihopedagogice, Nivel I e Nivel II rappresenta per l’appunto la condizione necessaria, resa , come l’Italia ben sa’ , sufficiente dal titolo di Laurea in possesso che determina gli ambiti d’insegnamento. Per altro non è lo Stato membro d’origine, la Romania in questo caso, a dover dare istruzioni per il riconoscimento della formazione professionale allo Stato membro ospitante, l’Italia, poiché, nello specifico, è compito del MIUR procedere all’equivalenza dei titoli secondo la Direttiva 2005/36/CE e successivi emendamenti. Inoltre tale affermazione è già presente nella stessa Adeverinta rilasciata a ciascun abilitato e consegnata al MIUR per il riconoscimento, in cui si legge chiaramente che “ Il possesso dei 60 crediti ottenuti dai moduli psicopedagogici di livello I e II conferisce ai laureati il diritto all’insegnamento in Romania”.Il MIUR avrebbe dovuto semplicemente applicare la direttiva UE nella trasparenza della stessa e trattare i cittadini Italiani , in possesso di abilitazione all’insegnamento conseguita in Romania e valida in tutta Europa ,al pari dei cittadini comunitari.