Docente sospesa a Palermo

Sul caso della docente sospesa a Palermo Bussetti è rimasto solo. Unanimi le reazioni del mondo della scuola. Manifestazioni di solidarietà alla docente sospesa arrivano da tutte le parti di Italia. “Il provvedimento contro la professoressa Rosa Maria Dell’Aria è esagerato e lesivo della libertà e autonomia della docente e degli alunni della scuola di Palermo”, il commento del Sottosegretario Giuliano.

Quanto accaduto a Palermo, secondo il membro della VII commissione Istruzione e Cultura della Camera dei Deputati, onorevole Lucia Azzolina, “deve far riflettere tutti per capire chi ha interesse a non far circolare idee diverse dalle proprie e quali paure si celano dietro. Chi vuole un popolo credulone? Forse chi teme di più di perdere la propria poltrona prima o poi.”

Il comunicato stampa

Roma, 17 maggio 2019 – “La gravità di quanto accaduto a Palermo, con la sospensione della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, docente dell’istituto Vittorio Emanuele III, a causa di un presunto omesso controllo sui propri studenti, necessita di un chiarimento da parte del Min. Bussetti che espliciti secondo quale preciso procedimento, nonché su quali basi regolamentali, abbia agito l’ufficio scolastico territoriale del Ministero per sospendere la Prof.ssa. Inoltre, per evitare in futuro il verificarsi di decisioni sanzionatorie simili, è utile che il Ministero elabori una circolare nella quale formalizzi che il ruolo degli insegnanti non sia quello di tacitare o censurare il libero esercizio di pensiero degli studenti, bensì quello di supportare ed esaltare le loro capacità cognitive e le loro specificità caratteriali positive, ovviamente fatto salvo il controllo sulla forma degli elaborati e sul comportamento degli studenti in orario scolastico”.

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È quanto si legge in una interrogazione parlamentare presentata da Gloria Vizzini (M5S) e finalizzata a far chiarezza sul procedimento adottato a Palermo dal provveditorato.

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Analizzando quanto accaduto a Palermo è necessario rilevare come in nessuna parte del contratto scuola, in particolare quando si definisce la funzione docente e la responsabilità disciplinare, troviamo tra i motivi di sanzione la mancata censura dei propri studenti, ma solo una vaga formulazione all’art.11 lettera i): “vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità”, che in nessun modo si può applicare alla scuola, in quanto gli studenti non sono sottoposti al servizio dello Stato, del governo o del docente di turno. Spero in un immediato intervento del Ministro, conclude Vizzini, perché la sanzione comminata dall’Ufficio Territoriale del Ministero è in contrasto con la libertà di manifestare il proprio pensiero, sancito dall’Art. 21 della Costituzione e lesivo dell’art. 33 della stessa Carta che tutela la libertà di insegnamento”.