Il concorso riservato ai diplomati magistrali in possesso di un servizio di 24 mesi negli ultimi 8 anni è ancora al centro dell’attenzione della stampa nazionale. In un articolo pubblicato da Repubblica, l’antifona si capisce già dal titolo: Scuola, ecco il concorso-sanatoria. Nel cappello di presentazione appare già un madornale errore quando si allude alla possibilità di trasferimento della provincia. I diplomati magistrali, si sa, non godono dei favori dei media nazionali e questa ne è l’ennesima triste dimostrazione.

Numeri sballati

La prima considerazione da fare riguarda il numero dei diplomati magistrali che partecipano al concorso riservato. Su Repubblica viene scritto che hanno fatto domanda 48.472 aspiranti. In realtà, i diplomati magistrali che potranno partecipare al colloquio orale non selettivo sono circa 12.000. Probabile che nel computo rientrino anche tutti coloro che hanno tentato la strada della giustizia amministrativa impugnando il bando nella parte in cui escludeva i docenti delle scuole paritarie e coloro che detenevano un servizio inferiore a quanto indicato alla parte dei requisiti. Una precisazione in questo senso sarebbe stata quanto mai opportuna nella descrizione della situazione che peraltro non ha ancora trovato una soluzione definitiva.

Chi ha scelto la formula

Il concorso riservato è stata la soluzione trovata dal governo Conte per superare la pronuncia dell’adunanza plenaria che ha negato l’inserimento nelle GAE ai diplomati magistrali. L’idea di ricorrere a questa procedura sarebbe stata del presidente della VII commissione istruzione del Senato Mario Pittoni. In realtà era il Miur ad aver già prospettato questa possibilità ai diplomati magistrali che avevano partecipato i tavoli di concertazione ai tempi in cui c’era ancora la Fedeli. Gli incontri al Miur per prospettare questa formula si svolsero lo scorso 26 e 27 aprile, alla presenza di vari gruppi e associazioni rappresentative dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

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Legittimità dei concorsi riservati

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La Corte Costituzionale si è pronunciata recentemente dietro ad un ricorso presentato da alcuni docenti non abilitati esclusi dal concorso riservato decretando la piena legittimità da parte dello stato di bandire procedure riservate ai docenti in possesso del requisito specifico dell’abilitazione. I diplomati magistrali lo detengono dal 1997, anno in cui l’allora ministro dell’istruzione Berlinguer emanò un decreto che sancì il valore abilitante in via permanente del titolo di diploma magistrale, 2 anni prima della modifica del testo unico.

Cambio della provincia

Il Ministero ha recentemente emanato il decreto numero 374/2019 di aggiornamento delle Gae. All’interno veniva specificata la possibilità di cambiare la provincia anche per i docenti in possesso di ruolo ‘cautelare’. L’estensione di questa possibilità anche ai soggetti in attesa delle pronunce di merito del Tar discende dall’esigenza di evitare ulteriori contenziosi. Nel prezzo viene ha scritto che questa prassi sembra di più come prendere un taxi per tornare nelle regioni d’origine.