Percorsi Abilitanti Speciali: l'Avvocato risponde, FAQ del 7/06
Percorsi Abilitanti Speciali: l'Avvocato risponde, FAQ del 7/06

Ecco un altro articolo della nostra rubrica “L’Avvocato risponde”. Oggi parliamo dei Percorsi Abilitanti Speciali. La rubrica, come sappiamo, è curata dallo studio Legale Santonicola and Partners.

Requisiti per l’accesso ai futuri Percorsi Abilitanti Speciali, oggetto di trattativa politico – sindacale.

Ricordiamo in premessa che è possibile fare ricorso, in fase amministrativa, per quei docenti precari (non abilitati) con due anni di servizio, allorché esclusi dal PAS.

Il quesito

Gentile Avvocato, con riferimento ai recenti accordi politico-sindacali, finalizzati ad istituire un nuovo Percorso Abilitante Speciale, anche ispirati, a mio parere, dalle intense battaglie giudiziarie, intraprese dal suo studio legale, le domando:

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Non sarebbe passibile di nuova azione giudiziaria amministrativa un percorso abilitante, riservato ai soli docenti precari, scuola secondaria, con 36 mesi di servizio, equivalenti alle 3 annualità, che escludesse quanti abbiano prestato effettivo insegnamento per almeno 360 giorni?

Il Consiglio di Stato non ha già stabilito che il requisito del servizio di insegnamento, pari a 360 giorni, era da considerarsi valido per l’ammissione alle precedenti sessioni speciali abilitanti?

La risposta dei nostri consulenti (Studio Santonicola and partners):

Gentile aspirante,

Prima di esprimere un parere tecnico-giuridico, in merito ai requisiti per l’accesso al possibile Percorso Abilitante Speciale (Scuola Secondaria), occorrerà attendere l’evoluzione del quadro normativo.

Si fa presente come avverso il Decreto Ministeriale n. 58, 25 luglio 2013, pubblicato in G.U. n. 60 del 30 luglio successivo-sull’attivazione dei corsi speciali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento- fu presentato ricorso amministrativo, da quanti lamentavano l’impossibilità di partecipare ai PAS, malgrado il possesso del servizio pari a 360 giorni, ritenuto valido per essere ammessi, secondo la previgente normativa, alle sessioni abilitanti.

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I ricorrenti dedussero, in particolare, che con la previsione ministeriale si determinasse una vanificazione del percorso di studi e della capacità professionale acquisita, precludendo la possibile abilitazione nella classe di concorso in cui avevano insegnato.

Il Consiglio di Stato Sez. Sesta, con sentenza (a titolo di esempio, decisione n. 2750/15) rilevò l’erroneità del decreto ministeriale n. 58 del 2013, nella parte in cui, per l’ammissione ai corsi speciali abilitanti, stabiliva il requisito di accesso della prestazione di almeno tre anni di servizio (nel periodo decorrente dall’anno scolastico 1999 – 2000 fino all’anno scolastico 2011 – 2012), calcolati valutando l’anno scolastico corrispondente ad un periodo di almeno 180 giorni (ovvero quello valutabile come anno di servizio intero), in contrasto con tutta la normativa previgente in materia (art. 2, comma 4, della legge 3 maggio 1999, n. 124, art. 1, comma 6-bis, della legge 27 ottobre 2000, n. 306, art. 2, comma 1-ter della legge 4 giugno 2004, n. 143 e relativi decreti ministeriali applicativi n. 21 e n. 85 del 2005).

In sostanza, il requisito di partecipazione al P.A.S. fu individuato in “almeno 360 giorni di servizio”, seppure circoscritti ad un determinato periodo temporale (e non nel servizio di 540 giorni, suddivisi in 3 anni scolastici, da minimo 180 giorni ciascuno).

Non tener conto del citato pronunciamento giudiziario, nella stesura delle regole del nuovo P.A.S., potrebbe, in ragione di tanto, determinare un inevitabile contenzioso.

Per info di ogni tipo, si inoltri WhatsApp scritto al numero 3661828489 (no telefonate). Risponderà direttamente il legale, con un vocale, in media entro sette giorni dall’invio.