Il concorso straordinario nelle scuole dell’Infanzia e della Primaria immetterà in ruolo circa 48000 persone SENZA SELEZIONE, di cui solo una bassissima percentuale si può definire “precariato storico”.

Moltissimi partecipanti sono ancora in una graduatoria a esaurimento con riserva per un ricorso infondato e con servizio maturato su posti occupati illegittimamente. Con due sentenze plenarie del Consiglio di Stato non applicate, andranno in una graduatoria di merito, dritti al ruolo, senza alcun merito.

Restano con un pugno di mosche coloro i quali, rispettando la normativa vigente, con punteggio maggiore e laurea, sono nella II fascia di istituto, non nelle suddette graduatorie e, salvo eccezioni, non hanno maturato il servizio richiesto perché travolti dai ricorsi.
Sono i laureati in Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento, che non chiedevano né chiedono privilegi, ma solo una verifica delle competenze per tutti gli abilitati. Sono stati ignorati, bistrattati, penalizzati dalla politica per aver lottato non contro qualcuno, ma per qualcosa: la qualità didattica.

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Sono in panchina, fuori dai giochi, ma pare che scendano in campo proprio tutti, tranne loro!

Ci sono gli idonei del concorso ordinario 2016, che, in virtù di questa vera e propria sanatoria, chiedono la proroga delle graduatorie di merito. Hanno capito che la ragione è di chi urla più forte. Così, anziché rispettare la normativa, pretendono la stabilizzazione per un concorso sostenuto, senza rientrare nei posti messi a bando, senza essere vincitori.

Poi, ci sono i docenti di III fascia delle scuole secondarie di I e II grado che chiedono il PAS, Percorso Abilitante Speciale, e un passepartout per l’immissione in ruolo con 3 anni di servizio su posto comune e un anno su posto di sostegno didattico!

Così, si indignano i “tieffini”, che hanno sostenuto e superato un TFA selettivo, anche se è stato concesso loro un “transitorio” nel 2013 per la stabilizzazione.

E ancora, ci sono i laureati con i 24 a chiedere parità di trattamento dei colleghi con servizio.

Infine, i nuovi “tieffini” del sostegno didattico, che, dovranno non solo “fagocitare” l’eventuale PAS, ma “metabolizzare” l’idea di un altro concorso per una cattedra.

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Dall’infanzia alla secondaria di II grado, il problema è sempre lo stesso: per alcuni è prevista la selezione, per altri un percorso all’acqua di rose per lo stesso posto di lavoro.

Ma per i laureati in Scienze della Formazione Primaria, selezionati in ingresso e su fabbisogno nazionale, con un percorso accademico di 5 anni, 4 anni di tirocinio formativo attivo non retribuito, 30 laboratori obbligatori di didattiche attive, 36 esami, di cui molti di didattica speciale, conseguimento di idoneità B2 di Inglese, il Governo cosa prevede?

Un concorso ordinario con il 25% dei posti disponibili e indetto in alcune regioni! Anzi, promette di far partire i due concorsi, straordinario e ordinario, parallelamente, ma storia vuole che quello straordinario è in fase di svolgimento, mentre si attende ancora la pubblicazione del bando ordinario sulla Gazzetta Ufficiale. Certo, questo ultimo è per titoli ed esami, aperto a tutti gli abilitati, diplomati e laureati, ma chi lo sosterrà, se 48000 persone andranno in ruolo con lo straordinario non selettivo? L’ordinario, come è presumibile, sarà una selezione tra selezionati e per una manciata di cattedre!
Pare che i laureati siano giovani e possano aspettare, dicono “gli addetti ai lavori”. Aspettare, cosa, quanto, perché?
È chiaro che la stabilizzazione nella pubblica amministrazione si sia trasformata in prerogativa data a chi ha più scatti di anzianità, una mera questione anagrafica, a chi fa ricorsi insussistenti, a chi urla più forte o, ancora più triste, in un voto di scambio, un “do ut des”.
La qualità didattica non interessa, la  meritocrazia è faziosità, le pari opportunità uno slogan da consenso elettorale, un manifesto da stracciare senza lasciare residui di affissione. Studiare non conta e non conta a scuola, l’istituzione democratica di formazione, didattica ed educazione per eccellenza.

Cosa pensa di dire il Governo a migliaia di giovani maestri?
Quando farà i conti con intere generazioni tagliate dal mondo del lavoro?

Non sono “abbastanza precari”, i laureati, devono aspettare, devono diventare “molto precari” per essere presi in considerazione.
O devono piangere miseria sui media.

COORDINAMENTO NAZIONALE SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA NUOVO ORDINAMENTO