La protesta contro l’intenzione di regionalizzare la scuola non si ferma, anzi si allarga a macchia d’olio su tutto il territorio. Crescono le iniziative politiche contro il provvedimento voluto dalla Lega che non riesce a trovare terreno fertile per la sua idea. Il Comune di Gravina di Puglia, il cui sindaco è ritratto nell’ immagine nella didascalia che segue, ha annunciato la presentazione di una mozione.

La redazione di Scuolainforma è in grado di presentare in anteprima l’atto politico che verrà presentato nella prossima assemblea comunale.

La scuola non si differenzia

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Da Gravina in Puglia, cuore di Murgia, si leva un grido di dolore sulle possibili, negative ripercussioni del progetto di autonomia differenziata inquieta sul sistema della pubblica istruzione. L’allarme è racchiuso in una mozione, già depositata e destinata ad essere discussa nella prossima seduta dell’assemblea consiliare. L’atto, presentato su iniziativa del sindaco Alesio Valente e dei consiglieri comunali del Pd Mimmo Cardascia, Angela Moramarco, Domenico Calderoni, prende le mosse dagli attuali equilibri del mondo dell’educazione scolastica: «La scuola pubblica italiana come delineata dai Padri costituenti – si legge nel documento – è nazionale ed ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione dell’unità culturale del Paese. L’autonomia regionale differenziata avrebbe effetti devastanti sull’identità nazionale e sull’unitarietà del sistema di istruzione che ha costituito fino a oggi il collante culturale dell’Italia». A preoccupare, e non poco, le possibili implicazioni del regionalismo differenziato in chiave scolastica: «Il cosiddetto “federalismo scolastico” porterebbe all’attuazione di 20 diversi modelli educativi, formativi ed organizzativi. Si prefigurerebbe un diritto allo studio differenziato, legato alle risorse dei territori, tale da acuire squilibri regionali e creare fratture e divisioni nel Paese. Attraverso la regionalizzazione del personale si giungerebbe alla disarticolazione del CCNL, dei contratti e della titolarità, che potrebbero prevedere aumenti di orario di lavoro, limitazioni alla mobilità con grave nocumento per le realtà del territorio con carenza di personale, specie quelle che presentano graduatorie esaurite, ma pure delle condizioni di formazione e reclutamento dei docenti, dei sistemi di valutazione». Nell’elenco delle criticità anche altre questioni. Secondo i firmatari della mozione, se il regionalismo differenziato diventasse realtà «si passerebbe a subordinare l’organizzazione scolastica alle scelte politico-economiche di ogni Consiglio Regionale in grado di condizionare localmente gli organi collegiali a spese dell’autonomia scolastica contrariamente al dettato costituzionale e, non da ultimo, si prospetterebbe un enorme problema legato alla sostenibilità delle strutture specie nelle regioni economicamente in maggiore difficoltà». Da qui l’impegno, condensato nell’invito rivolto al sindaco ed all’amministrazione comunale, «a farsi portavoce presso il Governo, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica che saranno chiamati a esprimere parere sulle Intese con le Regioni, in ordine alla necessità di manifestare la chiara e netta contrarietà del Comune di Gravina in Puglia nei confronti della regionalizzazione della scuola in difesa dei principi fondamentali della Costituzione di uguaglianza e unità della Repubblica, e di aprire un dibattito in Parlamento e un confronto nel Paese che coinvolga tutti i soggetti istituzionali e della società civile, in considerazione dell’importanza di una materia che investe la vita dei cittadini e dell’intera Nazione».

Leggi il testo della mozione