Dopo la firma dell’intesa tra il Miur e sindacati per giungere all’approvazione di un emendamento al Decreto Crescita relativo alla stabilizzazione dei docenti precari che ancora giacciono nella terza fascia delle graduatorie di istituto, arrivano le prime reazioni del mondo politico. Tra queste quella dell’onorevole Carmela Ella Bucalo che al riguardo ha così commentato.

La nota

Accolgo con soddisfazione la notizia dell’accordo “salva precari”, siglato ieri sera tra ministero e sindacati. Finalmente c’è un’intesa per tutti coloro che hanno almeno tre anni di servizio, negli ultimi otto. Accordo costruito dunque sul Pas (percorso abilitante speciale), ma che ora dovrà essere presentato tramite un emendamento al d.l. Crescita e quindi approvato in Parlamento.

Nel documento siglato a mio avviso esiste però qualche criticità e ritengo sia doveroso, da parte del ministero, fugare ogni dubbio prima possibile. La più rilevante riguarda la prova al computer che non dovrà essere selettiva, ma utile ad incrementare il punteggio complessivo dato dai titoli, dal servizio e ovviamente dall’esame orale. Ritengo non sia giusto penalizzare, o addirittura bocciare, un docente che durante gli anni ha dato prova di essere preparato e capace, solo per una insufficienza. E’ quindi necessario che il ministero faccia subito chiarezza. Ma se per coloro che hanno i 36 mesi di servizio nello statale (quindi idonei alla partecipazione al percorso transitorio) la situazione può essere sistemata apportando delle modifiche al futuro emendamento, discorso a parte meritano coloro abbiano almeno un anno di servizio sul sostegno…

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Infatti, non c’è traccia nell’accordo siglato, del “Pas sostegno” accantonato dopo che in precedenza era stato oggetto di discussione (accesso anche per chi aveva maturato i 3 anni nello statale di cui 1 anche nel sostegno).

Resto sempre alla finestra, guardo ciò che accade, aspetto che arrivino i fatti…

Ella Bucalo