Mobilità 2019, esiti ufficiali oggi 24 giugno: come visualizzarli e cosa fare
Mobilità 2019, esiti ufficiali oggi 24 giugno: come visualizzarli e cosa fare

Nuovi importanti aggiornamenti su Docenti, Scuola e Mobilità. Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto la validità del punteggio pre ruolo nella paritarie. Esso varrà sia ai fini della mobilità che della ricostruzione di carriera.

Cosa vuole dire tutto ciò? Semplicemente che gli istituti scolastici paritari e pubblici hanno la stessa valenza.  Le novità non finiscono qui, in quanto, finalmente, è stato ufficialmente riconosciuto anche l’intero punteggio SSIS (12 punti) anche ai fini della mobilità. Qui di seguito andremo ad approfondire la questione.

Scuole statali e paritarie sullo stesso piano

Analizzando la sentenza inerente del Tribunale di Palermo, possiamo comprendere come non vi siano ragioni per cui debba essere riconosciuto meno valore ad un istituto scolastico, solo perché paritario.

Di conseguenza, i docenti che (in piena dignità professionale e curricolare) abbiano maturato il servizio pre-ruolo in realtà paritarie (con tanto di decreto di parificazione) non debbono essere esclusi dagli stessi procedimenti per cui godono i loro colleghi del pubblico.

Mobilità: svolta per il titolo SSIS

Il Giudice del Lavoro, accogliendo il ricorso da parte dello studio legale Fasano di Palermo, ai fini della mobilità, ha dichiarato valido il riconoscimento dell’intero punteggio SSIS, per un totale di 12 punti, dichiarato dal ricorrente. Ricordiamo come quello SSIS sia un titolo specialistico e, di conseguenza, deve essere computato ai fini della corretta composizione delle graduatorie di mobilità.

Nessuna discriminazione

Ne consegue, dopotutto, che qualsiasi docente, ai fini della ricostruzione di carriera, non debba ricevere trattamenti che possano, in qualche modo, sfavorirlo rispetto ai colleghi della scuola pubblica. Scuola statale e paritaria rappresentano pertanto pari dignità, dinanzi alle corrette attribuzioni di punteggio su procedure quali la ricostruzione di carriera e la mobilità territoriale.

Lo Stato, di conseguenza, dovrebbe riconoscere a priori tali diritti, non potendo ignorare i principi comunitari di non discriminazione. Non è quindi possibile ignorare anni di professionalità, insegnamento e servizi svolti in qualsiasi istituto (pubblico o privato che sia).