Il nuovo percorso abilitante speciale annunciato dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, sembra essere un’esclusiva per docenti. Altri lavoratori del mondo Scuola quali il personale ATA, educativo, dei servizi legati all’assistenza alla comunicazione e della sezione primavera, sembrano (almeno per ora) non godere di alcuna procedura simile. Ci riferiamo, ovviamente, ai precari storici di tali categorie professionali. Come afferma un recente comunicato Anief, c’è il rischio per questi lavoratori di continuare a fare i supplenti a vita.

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Personale ATA: le dichiarazioni di Marcello Pacifico

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Come ha dichiarato Marcello Pacifico di Anief, il ministro Bussetti ha consapevolezza dell’esistenza di questi precari e della loro situazione lavorativa, così come sa bene che costoro hanno diritto di avere una sicurezza sul posto di lavoro evitando di continuare ad essere sfruttati dallo Stato.

Il personale docente, ATA ecc. sono tutte realtà indispensabili per il regolare svolgimento scolastico; senza di essi, la scuola in quanto istituzione sarebbe destinata a finire. Pacifico si chiede, a questo punto, come mai tutti loro (insegnanti a parte) siano rimasti fuori da procedure quali i PAS. 

Le falle dell’accordo 

Si fanno sempre più evidenti le incongruenze dell’accordo raggiunto tra sindacati e Ministero dell’Istruzione, riguardo l’argomento del precariato scolastico e reclutamento. A risolvere tale noiosa situazione corrono in aiuto procedure quali i precitati PAS ed il concorso per insegnanti di scuola secondaria di I e II grado. Così prevede l’Intesa suggellata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi, sotto lo sguardo vigile del presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Questo progetto straordinario nei confronti dei docenti di scuole medie/superiori, secondo le previsioni, andrà a stabilizzare un numero di precari pari a 24 mila. In tale quota rientra il 25% degli insegnanti selezionati, abilitati e supplenti con esperienza. Come se non bastasse, come leggiamo dal precitato comunicato Anief, pare inoltre che diverse categorie di precari non potranno neanche aderire a tali procedure.