Grande sorpresa e preoccupazione tra i docenti precari ieri alla notizia che gli emendamenti per la fase transitoria e i corsi pas erano stati stralciati dal Decreto Crescita. Qualcuno aveva ipotizzato anche che il Movimento 5 Stelle si fosse messo di traverso all’ultimo momento facendo saltare l’accordo. La smentita secca era arrivata con un comunicato emesso dai componenti della VII commissione Camera e Senato riuniti nel quale veniva descritto quale fosse la reale posizione del M5S: contrari all’accordo ma responsabili in virtù del contratto di governo.

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Le rassicurazioni del Sen. Pittoni

Orizzonte Scuola riprendeva un post su Facebook del senatore Mario Pittoni in cui veniva confermato ai docenti l’impegno a convertire in legge quanto deciso in sede di trattativa con i sindacati. Nessuna manovra occulta dietro dunque, nessun sabotaggio ma soltanto l’esigenza di rivedere l’intero accordo alla luce di alcuni dettagli da discutere con i sindacati in una riunione tenutasi oggi. La redazione di Scuolainforma ha raggiunto telefonicamente il senatore Mario Pittoni il quale confermava questa esigenza. I tempi necessari per definire l’accordo potrebbero richiedere diversi giorni. Esiste la possibilità concreta che, rispetto alla scadenza naturale per convertire in legge il decreto crescita, si possa andare oltre la data stabilita del 29 giugno.

Entro l’estate

Come avevamo documentato in un altro nostro contributo, è lo stesso ministro Bussetti ad esigere che si concluda tutto entro questa estate. I docenti precari non devono pertanto preoccuparsi per questo rinvio, dovuto comunque esclusivamente a ragioni tecniche, come esplicitato nel post su fb. Se non sarà convertito in legge nel decreto crescita sicuramente sì provvederà nel più breve tempo possibile. Non è esclusa la circostanza che possa anche essere emanato un decreto ad hoc per avviare la nuova fase transitoria e i corsi pas. Nell’immagine in calce al presente la conferma dell’impegno ad approvare un provvedimento che attui la fase transitoria con carattere d’urgenza, come dal comunicato congiunto dei sindacati.