Doccia fredda sulle aspettative dei docenti della scuola pubblica italiana. Lo scrive Il Sole 24 Ore in un report dedicato alle scelte del governo Conte per dribblare la minaccia della procedura di infrazione al debito europeo. Nessuno sconto da parte dei burocrati di Bruxelles; il conto va saldato, costi quel che costi.

Confermate le voci che volevano una riduzione degli investimenti destinati all’istruzione per rispettare i parametri di Maastricht. La scuola fa parte di un lungo elenco di ministeri ai quali verranno sottratti i fondi che erano stati stanziati nell’ultima legge di bilancio. 100 milioni di euro: questo è il prezzo che dovrà pagare la scuola pubblica per il contenimento della spesa.

La delibera adottata dal Consiglio dei ministri, alla luce – come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – degli andamenti tendenziali di finanza pubblica illustrati dal ministro Giovanni Tria, rappresenta il primo atto ufficiale dell’esecutivo per convincere l’Europa a bloccare la procedura d’infrazione per debito eccessivo.

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Per tentare di evitare la procedura per debito, dice Conte, «c’è un binario tecnico che va avanti: ieri abbiamo deliberato per rendere operativo il congelamento già previsto di 2 miliardi. Completeremo mercoledì prossimo, con il Consiglio dei ministri: faremo l’assestamento per certificare come i conti vadano meglio del previsto».

Ma intanto, il Ministero di Viale Trastevere dove andare un colpo di forbici al proprio bilancio in ossequio al diktat europeo. Ancora una volta la scuola sarà costretta a pagare le conseguenze delle sciagurate scelte politiche dei precedenti governi a guida PD.